I Wish
Introducing Jacob Collier

I Wish</br> Introducing Jacob Collier

«I wish those days could come back once more»

(Stevie Wonder)

Qualche settimana fa chiacchieravo a bassa voce con l’amica Sonia Schiavone -ammirevole vocalist, talentuosa didatta e cara amica- al concerto di Carolina Bubbico, un personaggio che sicuramente si meriterebbe e si meriterà una puntata di questo blog. Si commentava il brillante  uso di Carolina della loop station  e Sonia, che è per l’appunto una didatta meravigliosa e scrupolosa, mi scrisse poi una mail che  pur non spiegando i trucchi della Bubbico (che sono strabilianti, per altro!)  mi consigliava  di interessarmi anche a Jacob Collier.
Non avendo mai sentito nominare questo nome, ecco che si rendeva inevitabile una veloce ricerca in rete: multi strumentista, giovanissimo, si trovano sul suo sito una sfilza di commenti entusiastici di personaggi del calibro  di David Crosby (“Fucking unbelievable”), Pat Metheny (“I am a big fan… great chords, great arrangements, great singing!”), Tommy Li Puma (“One of the most talented individuals I’ve ever had the pleasure of knowing and working with”), Quincy Jones (“I have never in my life seen a talent like this… Beyond category. One of my favourite young artists on the planet – absolutely mind-blowing”)…  e molti altri.
Mr. Collier è insomma un enfant prodige che suona qualsiasi strumento e che canta come pochi, con una particolare capacità di manipolare il vocoder, un simpatico aggeggino che filtra le voci lasciando quel piacevolissimo retrogusto simil Zapp&Rogers/Prince; una sua versione di “I Wish” di Stevie Wonder con la WDR Big Band dovrebbe raccontare bene il personaggio e convincere anche i più diffidenti (e se pensate che Stevie non sia Jazz, andate subito al solo di mr. Collier al pianoforte a  4’38” per ricredervi).

Arrivato qui ho pensato di essere di fronte a un notevolissimo talento (eccezionale, direi!) ma la storia ha anche molto di dejà vu: in fondo niente di nuovo sul fronte occidentale, da Mozart ai giorni nostri i bambini prodigio sono una realtà ben conosciuta.
Ciò che trovo però veramente intrigante del nostro è l’organizzazione della sua carriera:  Collier è già celebre, conosciuto da tutto il who’s who della musica internazionale Jazz e non, e sta ancora lavorando al suo primo album. Ma come mi dico io! Neanche un album ancora?!
In effetti se il Guardian  ha ragione ed egli sarà il prossimo “Jazz’s new messiah””, sarà anche il primo “ Jazz’s new messiah” diventato tale  in virtù dell’uso geniale del web e dei video. Infatti, con una strategia al passo dei tempi il talentuosissimo ragazzo inglese anziché sperperare tempo e danaro nel realizzare CD ha  produttivamente investito  nel creare il suo canale video Youtube, canale  che lo ha reso popolare in virtù di un talento fuori dal comune, musicale e anche comunicativo.  Può quindi tranquillamente essere che tra cinquant’anni Collier nella storia del Jazz del XXI secolo verrà considerato oltre che per il suo talento anche per le nuove modalità di fruizione dello stesso: il disco non conta  più nulla,  la vera musica si realizza e la si ascolta altrove.
Chi vivrà vedrà!

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