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Hot Clube de Portugal</br>Intervista a Inês Cunha

Hot Clube de Portugal
Intervista a Inês Cunha

 L’Hot Clube di Lisbona è tra i jazz club più antichi d’Europa, nella sua storia ha ospitato leggende come Dizzy Gillespie, Dexter Gordon e Count Basie, è riconosciuto tra le maggiori istituzioni culturali del Portogallo e attraversa un presente più che mai attivo e intraprendente.

di Roberto Paviglianiti

Tenacia e passione
Non è bastato l’incendio del 2009 per fermare l’attività dell’Hot Clube de Portugal, che prosegue ancora oggi in maniera ininterrotta dal 1948, anno in cui il conduttore radiofonico Luis Villas-Boas, insieme a un ristretto numero di appassionati della musica afroamericana proveniente dagli Stati Uniti, decide di creare un’associazione con lo scopo di far conoscere e divulgare il jazz in Portogallo. Un sogno che nel corso degli anni è diventato realtà, al punto che il pubblico lusitano ha potuto ammirare, durante la prestigiosa storia del club, molti musicisti storici come, tra gli altri, Count Basie, Sarah Vaughan, Dexter Gordon e Lou Donaldson. Il club è tra i più antichi d’Europa, è conosciuto a livello mondiale, ed è oggi guidato da Inês Cunha, eletta presidente nel 2009, la quale ci ha illustrato i motivi che rendono unico il fascino dell’Hot Clube: «La nostra priorità è da sempre la musica. Non serviamo da mangiare e non facciamo attività che possano distrarre il pubblico da ciò che accade sul palco. Per noi i musicisti vengono prima di ogni cosa. Siamo organizzati come un’associazione, i soci versano una retta mensile con la quale ci sosteniamo. Siamo no-profit e la nostra attività è stata riconosciuta dalle istituzioni come di interesse pubblico».

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In pieno fermento
Il club è frequentato in maniera quasi esclusiva da appassionati di jazz locali, ma anche da stranieri di passaggio nella capitale portoghese, che negli ultimi anni sta godendo di un ritrovato appeal turistico. Inoltre, molti studenti di musica assistono ai concerti, dal momento che l’associazione porta avanti una propria scuola musicale dal 1977. Questo interesse attorno all’attività dell’Hot Club permette agli organizzatori di presentare cartelloni di buona qualità artistica, come ci ha illustrato Inês Cunha: «Anche il mese di dicembre è stato un grande mese! In programma avevamo il trio guidato dal pianista João Paulo Esteves da Silva, una jam session con Dr. Barros Veloso, mentre chiuderemo l’anno con la presenza sul palco del trio del pianista Mário Laginha, probabilmente il jazzista portoghese più conosciuto al mondo». Anche la prestigiosa rivista americana DownBeat ha elencato l’Hot Clube de Portugal tra i cento migliori luoghi del jazz nel mondo, e tra i vari riconoscimenti che l’associazione ha conquistato negli anni troviamo la Medaglia d’Onore della città di Lisbona e l’Almada Negreiros Award nel 2001.

Nuove prospettive
Abbiamo chiesto a Inês Cunha di accompagnarci virtualmente dentro al club: «È un luogo molto piccolo situato nel centro storico di Lisbona. Su questo palco sono saliti tanti musicisti storici come Sidney Bechet, Benny Golson, Count Basie, ma anche di più attuali come Miguel Zénon o Mark Turner. Sulle pareti ci sono le immagini di questi grandi personaggi che tappezzano i muri del club. Noi lo consideriamo come una sorta si santuario della musica. Il martedì i musicisti si riuniscono per dare vita alle jam session, e stando in stretta relazione con la scuola di musica diamo modo di suonare agli studenti più meritevoli di volta in volta con strumentisti più anziani». Una grande storia, fatta di ricordi, tra prestigio e momenti di difficoltà, un presente attivo che mette in relazione il club con le nuove generazioni per dare all’associazione un futuro. Ma per i prossimi anni l’obiettivo è quello di ottenere una maggiore visibilità a livello internazionale, in modo da proporre fuori dai confini nazionali la scena jazz del Portogallo. A riguardo Inês Cunha ci ha detto che: «In questi ultimi tempi si sono fatti valere diversi jazzisti interessanti, che potrebbero imporsi su alti livelli, che ritengo abbiano la possibilità di essere ascoltati anche all’estero. L’obiettivo che ci siamo posti è chiaro, c’è parecchio da fare, e potrà essere raggiunto solo attraverso un grande impegno di tutti noi». Inoltre, l’associazione dell’Hot Clube sta lavorando al progetto della Casa do Jazz, una sorta di luogo di ritrovo dove il pubblico potrà ascoltare gli oltre ottomila dischi che saranno messi a disposizione, ma anche centinaia di nastri e CD, consultare memorabilia di vario genere, come manifesti dei concerti, riviste e documenti relativi all’attività del club.

Who’s Who: Luiz Villas-Boas (Lisbona, 26 marzo 1924 – 10 marzo 1999)
Considerato il “padre del jazz portoghese”, Luiz Villas-Boas ci ha lasciato nel 1999 ed è unanimemente riconosciuto come il maggiore divulgatore della musica afroamericana in Portogallo. Socio fondatore dell’Hot Clube di Lisbona nel 1948, aveva creato in precedenza il primo programma radiofonico dedicato al jazz. È stato promotore di concerti, oltre che produttore e redattore di articoli per riviste specializzate, e nel 1971 ha dato i natali al festival Cascais Jazz.

Film
Alcune scene del film Belarmino, diretto nel 1964 dal cineasta portoghese Fernando Lopes, sono state girate all’Hot Club de Portugal. La pellicola narra della vita del pugile Belarmino Fragoso, tra vita quotidiana e serate passate nei night club di Lisbona. La colonna sonora è realizzata dall’Hot Club Quartet Il film completo:

Time Line
1948: la fondazione del club

È il 19 marzo del 1948 quando per iniziativa di Luiz Villas-Boas nasce l’Hot Clube de Portugal, a Lisbona. L’intenzione è quella di ospitare i grandi nomi del jazz internazionale e dare spazio alla fiorente scena portoghese.

1956: a Lisbona arriva l’orchestra di Count Basie

Il club inizia a essere riconosciuto come un punto di riferimento culturale di Lisbona, e Luiz Villas-Boas invita a suonare i grandi jazzisti americani come Count Basie e la sua orchestra. Per l’occasione Basie riceve la Hot Clube Medal.

1963: Hot Club Quartet in Europa

L’Hot Club Quartet, un quartetto di musicisti organizzato dall’Hot Clube de Portugal, è la prima band portoghese a esibirsi in un festival internazionale. L’occasione si presenta al Comblain La Tour in Belgio.

2009: l’incendio del club

Il 22 dicembre 2009 un incendio danneggiò il club in maniera quasi irreparabile. La solidarietà della gente di Lisbona e la forza dei soci portò presto alla riapertura, a pochi metri dalla posizione originale.

2014: Benny Golson, tre serate all’Hot Clube

Dopo averci suonato negli anni Novanta con Eddie Henderson e Curtis Fuller, il sassofonista Benny Golson torna a suonare a Lisbona per tre serate consecutive con musicisti locali. I momenti di quelle performance sono tra i maggiori avvenimenti di questi ultimi anni di attività.

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