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Gezziamoci 2018/19<br/>Intervista a Gigi Esposito

Gezziamoci 2018/19
Intervista a Gigi Esposito

15 ottobre 2018

L’Onyx Jazz Club di Matera incomincia la sua nuova programmazione venerdì 19 ottobre: quest’anno particolarmente speciale perchè Matera sarà la capitale della cutura 2019. Abbiamo intervistato Gigi Esposito, il presidente.

Di Federica Di Bari & Eugenio Mirti

Una breve descrizione dell’Onyx Jazz Club.
L’associazione culturale Onyx Jazz Club nasce nel 1985 con lo scopo di raccogliere inornno alla parola jazz un gruppo di persone in grado di poter contribuire a diffondere la musica jazz in Basilicata. Nei primi anni i concerti sono stati organizzati in luoghi classici, come il locale di Matera disco club o il Teatro Duni. In seguito, per affinità legate al territorio, il Gezziamoci ha deciso di uscire dai luoghi tipici che ospitano i concerti e abbiamo iniziato a usare il territorio: il patrimonio dei sassi e quello del parco. Quella che prima era un’organizzazione che, tra mille difficoltà, cercava di organizzare dei concerti, è diventata un tentativo di far conoscere il territorio con la musica.

Quali sono gli elementi di novità della nuova programmazione?
Il Gezziamoci è diventata una rassegna che si divide in fasi che coprono l’intero anno. Il cuore è la parte estiva, che quest’anno si è svolta sulla terrazza di Palazzo Lanfranchi. In abbinamento si è svolto il progetto Suoni del Futuro Remoto, un progetto che l’Onyx Jazz Club sta portando avanti in coproduzione con Matera Capitale della Cultura 2019, con sperimentazioni sonore e scoperte di nuovi luoghi. I concerti di Palazzo Lanfranchi seguivano la formula tradizionale basata sul trio Fioravanti/Tracanna/Zanchi. Gli altri concerti sono stati una sperimentazione sonora in alcuni luoghi ancora poco conosciuti in città. La parte invernale che inizia venerdì prossimo (19 ottobre) si basa sul concetto di dare spazio alle giovani formazioni italiane: Silvana Kuthz che racconta la baronessa Pannonica insieme ad Andrea Gargiulo e Daniele Scannapieco e poi ospiteremo formazioni che hanno vinto il bando Siae e quello di Puglia Sound.

Come hai lavorato alla scelta dei concerti?
Ascoltiamo tutte le proposte che arrivano, e ne arrivano decine ogni giorno, le cataloghiamo e poi le facciamo girare all’interno dell’associazione e se ne discute democraticamente in riunione, tenendo a mente il budget a disposizione per la stagione.

Quali sono le difficoltà del promuovere il jazz in Italia?
Promuovere il jazz in Italia è difficile e semplice allo stesso tempo visto che ormai tutti fanno jazz e in un certo qual modo c’è una svalutazione del jazz stesso. Noi, che abbiamo deciso di utilizzare dei luoghi non tradizionali per i nostri concerti, quindi non il jazz club dove la musica diventa un sottofondo che accompagna il chiacchiericcio, da un alto abbiamo un pubblico di appassionati che viene per ascoltare le proposte che selezioniamo cercando di mantenere una qualità sempre alta, dall’altra delle realtà come la nostra che vogliono proporre jazz in questa maniera hanno sempre problemi di visibilità, anche dovuta allo scarso budget che abbiamo a disposizione.

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Il club è frequentato da ragazzi e giovani?
Abbiamo molti ragazzi che da un anno a questa parte fanno parte integrante dell’associazione. Questo perché stiamo cercando di stabilire rapporti con i ragazzi che suonano jazz in conservatorio, cosa non scontata perché chi va in conservatorio non è sempre pronto ad essere ricettivo e a voler capire il mondo che lo circonda. Mettiamo a disposizione delle sale prova per i ragazzi e i loro gruppi e poi cerchiamo di coinvolgerli nelle attività dell’associazione.

Come vi state preparando a Matera città della cultura 2019?
Con il progetto Suoni del Futuro Remoto, una coproduzione dell’Onyx Jazz Club con la Fondazione Matera Capitale della Cultura 2019. Il progetto vuole raccontare Matera attraverso il suo “volto acustico”, i suoi suoni, le sue tradizioni. Comprendere i linguaggi di un luogo millenario come Matera con musica, istallazioni live e soundscaping consente di comprendere grazie a nuove declinazioni una città che ha ancora molto da scoprire e raccontare. I campionari sonori a Matera e nel suo territorio sono stati già avviati e hanno riguardato alcune aree del centro storico, la Gravina e le zone delle Chiese rupestri alle porte della città. Probabilmente il Gezziamoci per il 2019 sarà lasciato in pausa ma è ancora tutto da decidere.

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