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Fotografia Jazz</br>Intervista a Carlo Mogavero
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Fotografia Jazz
Intervista a Carlo Mogavero

4 aprile 2018

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http://dronerockrecords.com/checkout/order-received/4425/?key=wc_order_5d470d15d092e I lettori di Jazzit conoscono bene Carlo Mogavero, in particolare per la rubrica che negli ultimi anni ha tenuto insieme a Daniela Floris in occasione dei Jazzit Fest. L’abbiamo intervistato a Torino lo scorso gennaio.

http://natalieglasson.com/tag/zadkiel/ Di Eugenio Mirti; fotografie di Leonardo Schiavone.

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http://naturallymadeforyou.co.uk/actual.php?cert=mb3-207.html http://framerated.co.uk/alice-through-looking-glass-2016/ Come nasce la tua passione per la fotografia?
In realtà è stata una genesi lunga: ho iniziato a fotografare a metà anni 80, viaggiando; ho sempre avuto una grande passione per i viaggi, realizzandone anche alcuni estremi: Indonesia, India, Birmania… ho una grande passione per l’Asia, è un luogo nel quale mi sento tranquillo. Mi piaceva fotografare la gente, l’idolo allora era naturalmente Steve McCurry. Sono andato avanti così fino al 2000 circa. Mi piaceva molto anche lo still life, e mi ero specializzato in una tecnica che sichiamava light painting.
Poi nel 2008 in Telecom ci fu la grande crisi, e questo mi portò dei problemi di lavoro che mi fecero riflettere sul fatto che non c’è solo l’ingegneria, e allora mi dedicai di più alla fotografia studiando i classici. Feci un master con Stefano Unterthiner che mi aprì un mondo, frequentai mostre, lessi molti libri. Iniziai anche a frequentare il circolo fotografico La Mole che mi piace molto perché c’è un bel clima non competitivo. Questo mi ha permesso nel tempo di migliorare e soprattutto di capire l’importanza della storia che racconti.

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Come ti sei avvicinato al jazz?
Ho sempre ascoltato jazz, fin dagli annni 70; nel 2005 le due passioni per fotografia e jazz si sono unite quando andai a un concerto in piazza Castello a Torino e mi misi a fare le foto da dietro le transenne; un fotografo professionista mi chiese perché con un’ottica così professionale non chiedevo gli accrediti: lo feci e da lì iniziò il tutto. Un secondo incontro importante avvenne nel 2014, quando conobbi Andrea Palmucci, secondo me il più bravo fotografo italiano. Facemmo amicizia e da lui ho imparato davvero molto.
Infine una sera a uno dei jazz festival di Torino fotografai Avishai Cohen sul Po con un 400 col cavalletto, e arrivai in finale al concorso Jazz World Photo. Questo mi diede fiducia e da lì ho continuato.

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http://lundy.org.uk/index.php/publications/books/26-lundy-letterboxes Come è nato il sodalizio con Daniela Floris?
Ci siamo conosciuti ad Alba Jazz, abbiamo fatto amicizia, poi a Cumiana abbiamo organizzato la residenza creativa che è proseguita a Feltre. E poi abbiamo seguito insieme altre mille manifestazioni, l’ultima è stata l’Open Jazz Festival di Ivrea.

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Lavori anche per All About Jazz.
Sì mi sono candidato io qualche anno fa, gli serviva in particolare qualcuno che fotografasse al Blue Note; è una bella esperienza.

http://kassnermusic.com/Licensing?SongCode=16813

http://epmarketing.co.uk/category/email-marketing/ Hai una predilezione per il bianco e nero.
Come in tutte le cose c’è stata una evoluzione; ho iniziato con le foto classiche e pulite sul palco e da buon ingegnere ho studiato i grandi maestri… adesso mi piacerebbe riuscire a fare ritratti nel backstage, preferisco i momenti del soundcheck in cui magari si riesce a instaurare un dialogo e si riesce a tirar fuori la personalità del musicista. Uso il colore quando aggiunge qualcosa.

http://josehendo.com/wp-content/uploads/2014/11/MG_2788_thumb_thumb-682x1024.jpg Quale artista vorresti fotografare e non ci sei mai riuscito?
Keith Jarrett, anche se è un po’ impossibile. Anche Marcus Miller, tra le cose che non ti ho ancora detto è che iniziai suonando il contrabbasso e la passione per questo strumento mi è rimasta.

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http://framerated.co.uk/tag/david-dukes/ Phentermine Paypal Buy Se avessi una bacchetta magica che cosa vorresti realizzare?
Fare delle foto instaurando un rapporto col musicista. Mi piace fotografare il mondo del jazz perché puoi vivere questa musica non solo da spettatore ma anche dal suo interno.

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Phentermine Buy Uk Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Insieme a Patrizio Gianquintieri, Massimo Novo e Mamo Delpero organizzeremo una mostra che si intitola Take Five; si terrà alla Biblioteca Centrale in via della Cittadella 5, a Torino, dal 27 aprile all’11 maggio.

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