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Flamenco e Jazz </br> Intervista a Chano Domínguez

Flamenco e Jazz
Intervista a Chano Domínguez

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Buy Cheap Tramadol 11 novembre 2017

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Abbiamo intervistato Chano Dominguez durante il suo recente tour di Taiwan.

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Tramadol Buy Online Europe follow link Hai iniziato suonando flamenco e poi abbracciando il jazz: pensi che questo processo abbia reso il tuo stile più personale? Come?
Il mio primo strumento fu la chitarra flamenco, e il flamenco è stato il primo stile che ascoltai da bambino e questo di conseguenza ha influenzato tutta la musica che adesso suono al pianoforte. Sono sempre stato affascinato dal suonare i ritmi del mio paese… e dall’improvvisazione. Tutto questo negli anni ha reso possibile lo sviluppare un linguaggio che partiva dal flamenco e dalla musica improvvisata. Credo che a partire dagli anni 70 fino agli anni 90 un nuovo stile sia stato creato, non solo da me ma anche da altri artisti spagnoli: un genere che le compagnie discografiche hanno chiamato “flamenco jazz”, o “jazz flamenco”, che ha fortemente influenzato tutti i musicisti spagnoli di successo, in Spagna e nel mondo. Così credo che sì, il fatto di essere nato a Cadice e di avere vissuto la mia infanzia circondato dal mondo del flamenco mi abbia dato delle caratteristiche speciali, che probabilmente altri musicisti di altri paesi non hanno.

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Tramadol Online India http://matortho.com/news/mrk-awarded-10a-rating-by-odep/ Sei europeo ma risiedi negli USA, e sei anche didatta; ci sono differenze nell’approccio all’insegnamento dei due continenti?
Premetto che sono un musicista che non si occupa a tempo pieno di didattica, ma ho tenuto molti workshop e corsi in varie parti degli Stati Uniti così come in Europa. Penso che forse i musicisti che frequentano le masterclass negli Stati Uniti abbiano più informazioni, e questo è naturale, considerando che il jazz è nato nel loro paese e di conseguenza c’è un forte background. In ogni caso credo che se parliamo di persone talentuose non ci siano differenze; oggi ci sono molte informazioni, ed è molto differente da trenta anni fa quando l’unica cosa che si poteva fare era comprare un disco e ascoltarlo, poi riascoltarlo e ancora e ancora, fino a quando non riuscivi a imitarlo e riprodurlo perfettamente. Oggi ci sono così tante fonti di informazione che quando i giovani partecipano a un workshop o una scuola hanno già molte conoscenze, e quindi non c’è una grande differenza data dal luogo di provenienza. L’unica osservazione importante è forse quella che noi europei abbiamo un background differente; gli americani hanno il gospel, il blues e tutti i generi che formano il linguaggio jazz; noi invece uno più legato alla musica classica.

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click Tramadol Cheap Cosa suggeriresti a un giovane studente che vuole diventare professionista?
Se vuoi essere un jazzista, devi ricordare che il jazz è un percorso lungo, non si studia in un anno. Devi essere testardo, e cercare di suonare e imparare qualcosa tutti i giorni. Credo sia importante cercare di essere sempre creativi; questa è la ragione per la quale mi piace suonare musica improvvisata, cercare costantemente la creatività, stupirmi da solo, e questo succede per esempio quando scopri che lo stesso accordo o la stessa scala possono essere suonati in molti modi diversi. Consiglio spesso ai giovani musicisti di perseverare e non pensare mai di sapere tutto, perché non capita mai. Dopo quarant’anni di carriera mi sento ancora uno studente, e nonostante la mia esperienza devo sempre imparare.

By Tramadol Online Uk La musica e il web: un dono o una maledizione?
Da un certo punto di vista le nuove tecnologie ci aiutano; come dicevo prima le informazioni circolano molto più velocemente; allo stesso tempo siamo stati danneggiati, se parliamo dell’industria musicale. Negli anni 90 vendevo decine di migliaia di copie di ogni album che realizzavo, adesso se si arriva a 5000 lo considero uno straordinario successo. Questo perchè c’è il download, Youtube, Spotify… lo streaming sta danneggiando moltissimo i musicisti, perché le grandi compagnie si dividono la torta, e solo parti infinitesimali rimangono per quelle piccole, e il modo di divisione non è chiaro; ci sono due facce della stessa medaglia, da un lato l’accresciuta visibilità, dall’altro il danno economico. Continuiamo a registrare dischi che probabilmente non saranno venduti, e non si è ancora trovato un nuovo formato che si possa vendere e possa dare ai musicisti dei vantaggi economici.

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