Festival internazionale del Jazz della Spezia

Festival internazionale del Jazz della Spezia

Dove: La Spezia (SP)

Date: Dal 22/07/2019 al 27/07/2019

Ente Organizzatore: Fondazione Carispezia

Direttore artistico: Antonio Ciacca

INFO: www.festivaljazzlaspezia.it

Dal 22 al 27 luglio 2019 torna il Festival Internazionale del Jazz della Spezia, diretto dal Maestro Antonio Ciacca e promosso da Regione Liguria, Comune della Spezia, Fondazione Carispezia, Comune di Lerici, Comune di Porto Venere, Comune di Aulla e Società dei Concerti Onlus con il sostegno di Camera di commercio Riviere di Liguria.
La 51° edizione è dedicata ad alcune ricorrenze speciali: i centoventi anni della nascita di Duke Ellington, i cento anni dalla nascita di Nat King Cole e gli ottant’anni della Blue Note. Inoltre altri spunti artistici come l’omaggio al leggendario Charle Mingus, a quarant’anni dalla morte.

Il festival si svilupperà anche quest’anno su due filoni. Accanto ai concerti che avranno luogo alla Spezia, Aulla, Lerici e Porto Venere, si conferma la parte relativa alla didattica con masterclass, workshop e seminari aperti a giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. La parte didattica si allargherà dall’ormai collaudata partnership con il City College di New York al Tri C Jazz Festival e Summer camp di Cleveland (Ohio). I seminari Internazionali di Jazz saranno tenuti da insegnanti del City College e da ex allievi provenienti dalla prestigiosa The Juilliard School di New York. All’interno della 51° edizione si terrà, inoltre, il Tiberio Nicola Award (dedicato a Tiberio Nicola, fondatore del festival) rivolto a giovani musicisti che avranno l’occasione di potersi confrontare e mettere in luce su un importante palco.

PROGRAMMA

Lunedì 22 luglio – Ore 21:00
Greg Burk & Giampaolo Casati Duo
Piazza Cavour – Aulla (MS) –

Martedì 23 luglio – Ore 21:00
Charles McPherson Quartet
Piazza Mentana – La Spezia

Un gigante del jazz per ricordare i quarant’anni dalla morte di uno dei più geniali compositori e contrabbassisti della storia del jazz: Charles Mingus. Portato alla grande notorietà proprio da Mingus, con il quale ha inciso dodici album, negli anni McPherson è diventato l’emblema del post Be bop e non di rado affronta il repertorio del grande Charlie Parker, del quale è uno dei più devoti discepoli. McPherson ha suonato nella colonna sonora del film di Clint Eastwood dedicato a Charlie Parker “Bird”.

Mercoledì 24 luglio – Ore 21:00
Benny Benack III Quintet feat. Andy Farber – Salute to the King
Parco Villa Magni Shelley – Lerici (SP)

Giovane e fenomenale cantante italo americano di Pittsburg, Benny Benack III presenta un programma dedicato al grande Nat King Cole a cento anni dalla nascita. Proprio come Nat King Cole, Benack nasce strumentista. Cole suonava benissimo il piano prima di concentrarsi sulla vocalità, mentre Benack è un eccellente trombettista che si è rivelato un altrettanto eccellente cantante. Si inserisce nella grande tradizione della vocalità italo americana da Sinatra a Dean Martin a Michael Bublè. Accompagnato da una strepitosa all star band con Andy Farber al sax, Lucio Ferrara alla chitarra, Patrick Boman al contrabbasso e Luca Santaniello alla batteria.

Giovedì 25 luglio – Ore 21:00
Gegè Telesforo Group – SoundzForChildren
Piazza San Pietro – Portovenere (SP) –

Cultore della musica nera, polistrumentista, compositore, ma anche produttore discografico, conduttore radiotelevisivo ed entertainer di grande talento, Gegè Telesforo è da sempre un artista poliedrico, e soprattutto un vocalist raffinato, innovatore della tecnica “scat”, capace di tenere testa a mostri sacri del jazz come Jon Hendricks, Dizzy Gillespie, Ben Sidran, Phil Woods, Mike Mainieri, Clark Terry, DeeDee Bridgewater, Bob Berg. Il 5 Aprile 2017 è stato nominato UNICEF Good Will Ambassador per il suo impegno artistico a favore di tutti i “Bambini in pericolo”, una delle più significative campagne dell’UNICEF. È inventore e promotore del progetto “Soundz for Children”, (cui è dedicato il tour dal vivo), finalizzato alla rimozione di tutti gli ostacoli socio-culturali che impediscono un armonioso sviluppo psico-fisico dei bambini. Insieme a lui, sul palco, Miriana Faieta (vocal – keys), Michele Santoleri (drums), Pasquale Strizzi (piano-keys), Pietro Pancella (bass), Christian Mascetta (guitar).

Venerdì 26 luglio – Ore 21:00
Antonio Ciacca Septet – Pulses
Piazza Mentana – La Spezia

Per ricordare il genio di Duke Ellington, a centoventi anni dalla nascita, una delle sue più celebri collaborazioni: quella con il leggendario ballerino afro americano Alvin Ailey, che esattamente sessant’anni fa apriva la prima scuola di danza afro americana in USA, l’Alvin Ailey Dance Company.
Sul palco di Piazza Mentana “Pulses” (Pulsazioni), suite composta per l’occasione dal Maestro Antonio Ciacca, con la partecipazione di ballerini provenienti dalla scuola di Alvin Ailey a New York, dal Vivo Ballet Company di New York e dalla Yerakhavets Ballet Academy di Barcellona. La composizione in otto movimenti attraversa vari aspetti della danza nel jazz dal tap dance, alla danza contemporanea nata dal genio di Alvin Ailey. Sul palco il settetto di Antonio Ciacca con, tra gli altri, il fenomenale Michael Rorby al trombone.

Sabato 27 luglio – Ore 21:00
Joey DeFrancesco trio featuring Troy Davis
Piazza Mentana – La Spezia

Un altro gigante del jazz sarà protagonista della serata di chiusura del festival, che celebrerà gli ottant’anni della Blue Note. Per ricreare il sound classico della celebre etichetta, salirà sul palco il più grande virtuoso al mondo dell’organo Hammond, Joey DeFrancesco.
La Blue Note nasce nel 1939 e all’inizio incide grandi geni della musica come Thelonious Monk e Horace Silver, senza però grande successo commerciale. La grande svolta avviene quando il produttore Alfred Lion porta in studio per la prima volta uno strumento mai visto fino ad allora nel jazz: l’organo Hammond, fino a quel momento legato alla musica della chiesa battista afro americana. A suonare l’Hammond era il leggendario Jimmy Smith. I dischi dello scatenato Smith fecero incassare talmente tanti soldi che la Blue Note potè permettersi di portare in studio tutta una schiera di giovani jazzisti afroamericani, che oggi costituiscono i classici della Blue Note.