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Silent Rides<br/> Intervista a Federica Michisanti

Silent Rides
Intervista a Federica Michisanti

12 febbraio 2019

Si intitola Silent Rides il nuovo album di Federica Michisanti, brillante bassista e compositrice: l’abbiamo intervistata.

Di Eugenio Mirti

Come ti sei avvicinata al jazz?
Ho sempre ascoltato rock, blues, rhythm and blues e musica classica. Al jazz mi sono avvicinata quando frequentavo la scuola di musica. Sia gli insegnanti sia i miei compagni di studio parlavano di musicisti che avevo solo sentito nominare, o che non conoscevo affatto. Così andavo a cercarmi i loro dischi ed ho cominciato ad ascoltare la loro musica. Quello che mi attraeva di più in quella fase di scoperta del jazz, piuttosto che il “linguaggio” in sé dei vari musicisti, erano le composizioni originali, che avevano sempre degli aspetti, dei particolari e delle idee musicali che catturavano la mia attenzione, anche se non capivo fino in fondo cosa succedeva, ma sentivo che c’era “sostanza” da esplorare, penetrare. Parlo ad esempio delle composizioni di Wayne Shorter, Charles Mingus, Bill Evans, Jaco Pastorius, Ornette Coleman, Eric Dolphy…

Ma anche quando ascoltavo le improvvisazioni, nel flusso di note dei soli cercavo sempre un “appiglio melodico” che potessi comprendere, come quando si impara una lingua nuova e in una conversazione si cerca di capire l’argomento attraverso le poche parole che già si conoscono.

E al basso?
Gli strumenti che avrei voluto suonare da piccola erano la batteria ed il piano. Poi durante l’adolescenza riuscii a prendere una chitarra e la strimpellavo con gli amici. Avrei voluto studiare musica al conservatorio, in età molto giovane, ma non ne ebbi possibilità. All’università conobbi un gruppo di ragazzi che suonava rock progressive, sul genere dei Dream Theatre; cercavano un bassista e mi proposi. Mi piaceva l’idea di interagire con persone che suonavano bene e che scrivevano pezzi originali. Ma mi resi conto anche dei miei limiti sullo strumento, e quindi decisi di cominciare a studiare musica, ora che ero autonoma. Cominciai a lavorare per pagarmi gli studi musicali e comprare il materiale (in primis un basso vero, dopo il primo che mi avevano prestato e che era veramente un pezzo di legno con quattro corde sopra!). Successivamente, avendo cominciato ad ascoltare il jazz e la musica ad esso affine, sentii l’esigenza del suono acustico e decisi di provare con il contrabbasso.


 

Come hai scelto i musicisti del trio?
Ho scelto Francesco Lento e Francesco Bigoni perché ero sicura che sarebbero entrati nella musica nel modo giusto e che il trio con loro avrebbe funzionato benissimo. In generale, quando scelgo un musicista è perché mi piace il suo suono ed il suo stile e perché lo riesco ad immaginare nella mia musica.

Perchè un trio senza batteria?
Finora ho creato due progetti entrambi senza batteria. Inizialmente suonavo in duo con Simone Maggio, il pianista di Trioness; ho poi inserito in quel progetto un sax per l’esigenza di far “cantare” i temi ad una voce diversa da quella del piano e che interagisse con esso. Ed ho scoperto che questo tipo di formazione mi dava la possibilità di adottare un modo diverso di scrivere e di suonare, e quindi ho proseguito in questa direzione. Continuerò sicuramente ad approfondire ed a esplorare le possibilità che offre questa dimensione, ma lavorerò sicuramente anche con la batteria.

Come lavori a composizioni e arrangiamenti?
Compongo principalmente al piano. A volte parto da improvvisazioni che registro e che poi trascrivo e rifinisco. Altre volte parto da melodie al contrabbasso, assegnando poi agli altri strumenti voci che scrivo dopo al piano. In generale comunque quando compongo cerco di fare vuoto, silenzio e di ascoltare quello che arriva. E nei periodi in cui sto lavorando a materiale nuovo, non ascolto musica, o lo faccio di meno, per rimanere sintonizzata sulle idee che arrivano, senza influenze esterne, che creano, i quel momento, dubbi e confusione.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Suonare il più possibile con i due trio e scrivere nuova musica da registrare presto.

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© Jazzit 2019

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