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Encore Jazz</br>Parla Roberto Lioli
Photo Credit To Paolo Soriani

Encore Jazz
Parla Roberto Lioli

Encore Jazz è il nome di una nuova etichetta discografica fondata nel 2015 da Roberto Lioli, ingegnere del suono presso la Casa del Jazz e la Fonderia delle Arti, nonché fonico di Stefano Bollani. Con Lioli abbiamo parlato della label e della sua prima produzione, “Solaris”, a firma di Cristiano Arcelli.

di Luciano Vanni

Da fonico a produttore discografico: ci racconti questa trasformazione?
Nessuna trasformazione e tantomeno velleità! Sono e rimango un umile fonico appassionato del proprio lavoro.

Ricordi in quale momento, e perché, ti è venuta l’idea di diventare produttore discografico?
Il tutto è nato da un confronto con l’amico musicista Cristiano Arcelli, sulla comune esigenza di creare un prodotto di qualità, seguito in tutti i suoi aspetti, dalla realizzazione alla distribuzione e promozione.

Parlaci del nome che hai scelto: Encore Jazz.
Avevo in mente Blue Note ma facendo un giro in Internet ho scoperto che esiste già!

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Che cosa significa essere un produttore discografico nel 2015?
Condividere una passione.

Come ti confronterai con i supporti? Come di districherai tra cd, vinile, streaming, download?
La musica ormai è rivolta a due tipi di fruitori: collezionisti e “playlistari”. Encore principalmente si rivolge alla prima categoria, quella che ama “l’oggetto fisico” e il dettaglio del suono che un download non potrà mai avere. Per ora siamo usciti in cd, ma in cantiere c’è l’idea di stampare anche delle copie in vinile. Per quanto riguarda il download, si cerca di sfruttare al meglio quello che secondo me è il lato positivo: la diffusione.

Il 22 ottobre 2015 è uscito il tuo primo cd, “Solaris”, di Cristiano Arcelli: raccontaci la genesi dell’incontro con Cristiano e la nascita del cd.
Come dicevo, siamo amici di lunga data, Cristiano ed io, e la fortuna ha voluto che ci confrontassimo in un periodo molto fertile, per la sua attività compositiva. Il primo progetto dell’etichetta non poteva non essere dedicato a lui.

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“Solaris” (Encore Jazz, 2015)
Cover di Emiliano Ponzi

“Solaris” si distingue per la qualità artistica, per la resa sonora, per la cura della grafica, per il setting fotografico e per il teaser video: sarà così anche per il futuro?
Sì, è decisamente questa è la direzione che vorrei continuare a seguire.

Quali obiettivi ti sei posto?
Tra i molti, mi piacerebbe riuscire ad aiutare i giovani musicisti, nella prima fase della loro carriera.

Come vedi la Encore Jazz tra dieci anni?
Chissà, se esisteranno ancora i “dischi”, spero di riuscire a continuare così, lavorando con calma, e per passione.