East Is East: l’intervista a Damiano Niccolini

East Is East: l’intervista a Damiano Niccolini

1 luglio 2019

Damiano Niccolini è un ambasciatore del jazz italiano in Asia

Durante il mio recente tour a Taiwan ho avuto il piacere di salutare (e suonare insieme una rocambolesca versione di “I’ll Remember April”) Damiano Niccolini, il sassofonista sardo che vive nell’isola asiatica. L’ho intervistato velocemente durante un ottimo pranzo vicino al Longshan Temple di Taipei!

Di Eugenio Mirti

Sei uno degli ambasciatori del jazz italiano nel mondo: quali sono le differenze tra i musicisti asiatici e quelli europei o americani?
I musicisti qui sono molto più didattici, cosa che rispecchia l’educazione asiatica; non è rigida ma è molto pragmatica, non c’è tanto spazio per l’estro, hanno un approccio molto teorico ma nell’applicazione si sente che si lasciano poco andare. Tutto troppo controllato e pensato, forse; probabilmente anche perché la cultura jazistica è arrivata dopo. Poi se ci pensi il Jazz è come il vino: prende i sapori e gli aromi del luogo dove viene coltivato. Ci sono molte potenzialità, e ci sono naturalmente delle eccezioni a questo approccio pragmatico. Qui c’è molto la cultura del non voler perdere la faccia, fare uno sabglio, contravvenire alle regole, ma penso che nel giro di dieci anni non ci sarà più differenza con l’occidente.

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Il fatto che tu sia sardo si sente nelle cose che suoni?
Secondo me ogni tanto sì; da militare ero nella banda dell’esercito di Cagliari, e ho imparato moltissime melodie tradizionali; la banda suonava gratis e i comuni la chiamavano per tutte le iniziative, così eravamo sempre in pullman per tutti i paesini della Sardegna; suonavamo canzoni popolari, balli tradizionali, e così via. Successivamente ho parteicipato ai  seminari con Paolo Fresu e lui mi ha spinto  a sottolineare, a usare questo materiale.

Nella musica sarda ci sono forme strane, con molti temi, quasi a forma aperta, tutti temini di 4 o 8 battute, così in un brano trovi anche dieci temi diversi, sempre molto ritmici.

Qual è il tuo sogno?
Facile: vorrei che si potesse vivere di musica come faccio a Taiwan in Sardegna; la Sardegna è un paradiso, ma la sento come casa mia, la amo, e se potessi vivere a casa tornerei subito.

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© Jazzit 2019

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