Ultime News

Doctor Who

Doctor Who

 

“It’s more fun when you’re not the only one having it.”

the Oaqui

Buongiorno a tutti; non so se ricordate qual era l’obiettivo primario di questo blog; ma in caso contrario vi invito a rileggere la prima puntata, qui. Essenzialmente “vi confesso allora che contemporary jazz per me vuol dire, in sintesi, essere curiosi senza preclusioni o prevenzioni: è questo che da sempre mi appassiona ed è questa l’attitudine di cui vi parlerò da questa pagina, a prescindere che si tratti di musicisti, fotografi, produttori, giornalisti, direttori artistici. Parlo di quei momenti insomma nei quali il jazz non è chiuso in una bandiera stilistica e formale da imparare a memoria e ripetere come scimmiette ma in cui diventa una meravigliosa inclinazione alla novità e alla scoperta, sviluppata secondo la propria sensibilità ed esperienza” (so che l’autocitazione non è elegante, ma l’utente medio di internet non apre i link, quindi meglio portarsi avanti col lavoro).

Parlavo la scorsa settimana con Luciano Vanni, che come sapete è editore e direttore di Jazzit, e la considerazione che si faceva insieme è che molto del jazz contemporaneo non è catalogato come jazz, non viene proposto con i soliti canali (per esempio la stampa di album) ed ha un tasso di vitalità ed autoironia che spesso il jazz che viene etichettato come tale ha perso (generalmente a favore dell’autoreferenzialità e della noia mortale).

Poichè viviamo un’era multimediale, ecco che mi viene facile proporvi un video uscito di recente, di Louis Cole; il video è stato pubblicato su Youtube il 3 ottobre e ad oggi conta 351mila visualizzazioni (una media di 30mila al giorno circa); il brano inizia con un groove elettronico R&B, e si può cogliere il senso di ironia anche solo dall’originale reggitastiera; arrivati a 1’30” entra (a sorpresa) la big band che si nascondeva in salotto con un arrangiamento che non mi fa rimpiangere alcuna band conosciuta.

Insomma, un esempio di grande vitalità, divertimento e uso smaliziato degli strumenti contemporanei della musica. A mio avviso se vogliamo intercettare questi fenomeni (che in generale viaggiano sui milioni di visualizzazioni) dobbiamo aggirarci come novelli Doctor Who nello spazio del web. Un viaggio che, lo confesso, mi affascina e diverte come poche altre cose.

Buon ascolto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *