Ultime News
Cool Romantics<br/>Intervista all’eMPathia Jazz Duo

Cool Romantics
Intervista all’eMPathia Jazz Duo

 21 settembre 2018

Mafalda Minnozzi e Paul Ricci sono l’eMPathia Jazz Duo, progetto musicale che sta partendo per un lungo tour di presentazione dell’album Cool Romantics che toccherà Brasile, Argentina, Paraguay e Stati Uniti. Li abbiamo intervistati.

Di Eugenio Mirti

Il duo è una delle forme più “intime” della musica: che cosa caratterizza l’eMPathia jazz duo?
Mafalda Minnozzi / Siamo due personalità diverse provenienti da differenti esperienze che dopo aver suonato insieme per molti anni hanno scelto di confluire verso un terzo elemento: uno stile originale in cui intrecciare le nostre origini, le idee musicali, le influenze, gli incontri, le nostre sensazioni e le nostre rispettive ambizioni. Ognuno di noi ha vissuto, registrato, realizzato tour di concerti e stretto collaborazioni artistiche in molti paesi del mondo: Paul con Astrud Gilberto, Dom Um Romao e Harry Belafonte cosí come con Jaki Byard, Mike Clark, Harold Vick e Bobby Sanabria, mentre io con Milton Nascimento, Toquinho, Martinho da Vila, Paulo Moura, Leny Andrade, André Mehmari e Gene Bertoncini; quindi ci piace pensare che portiamo quel qualcosa in più che proviene dal vissuto personale quando affrontiamo uno standard o una bossa nova, oppure un arrangiamento che profuma di swing o blues.


Che cos’è il jazz oggi?
Paul Ricci / È una forma d’arte che è inseparabile dal proprio atteggiamento verso la vita, cioè ad un modo di vivere teso all’ascolto, alla comprensione, all’interazione e all’improvvisazione in empatia verso gli altri. Il crescente crossover culturale e la popolarità di questa musica in tutto il mondo è un fenomeno naturale. Non è entrato ancora a far parte dei gusti principali dell’attuale società quanto vorremmo, ma il jazz si sta espandendo in ogni cultura e continuerà a farlo. Rappresenta la nostra maggiore speranza per un futuro in cui si comunichi di più e meglio. Il risultato di tutte queste influenze culturali rende ogni giorno più difficile stabilire cosa sia e cosa non sia jazz… ma penso che in questo giudizio non si debba mai sottovalutare la presenza o meno di una volontà di rischiare, di sperimentare, insomma un certo senso di avventura. È un linguaggio che può essere certamente insegnato ma che deve tener conto di quello scambio emozionale che avviene sul palco perché è quello che dà la gioia di suonare.

MM / per il mio canto, jazz è libertà, trasversalità, una meravigliosa forma di espressione perché indipendente da ogni vincolo di lingua e cultura.

Avete una lunga esperienza on the road: qual è un aneddoto che volete condividere con noi?
PR / Abbiamo centinaia, forse migliaia di aneddoti che potremmo raccontare, tutti vissuti in prima persona nel corso di questi anni di strada con la musica. Ad ogni spettacolo o viaggio accade qualcosa da ricordare e ciò fa parte del vivere di un musicista.
Straordinari e degni di essere enfatizzati sono secondo me tutti quegli incontri che la vita “on the road” e il palcoscenico ci hanno offerto e che ci hanno colpito personalmente, intaccandoci nel profondo: da Donald Fagen a Joao Bosco, Roy Haynes, Little Jimmy Scott, Cecil McBee, Art Blakey e Steve Jordan, insieme a tanti altri.

MM / C’è un episodio in particolare che a me piace raccontare in quanto esalta non solo l’aspetto artistico ma anche la grande umanità, generosità e umile sensibilità di Michel Petrucciani. L’incontro avvenne in una jam improvvisata negli ultimi giorni del Bradley’s a New York, il leggendario punto di ritrovo per tante leggende del jazz come Mingus, Cedar Walton, Blakey, Hank Jones. Quando Michel scoprì che ero una cantante italiana in tournée a New York, la sua curiosità lo spinse ad invitarmi sul palco per cantare con lui. In quel momento nuove trame, nuova ispirazione e nuove armonie hanno trasportato me e tutto il pubblico in un nuovo mondo di suoni. Con Paul, abbiamo sentito lo stesso spirito il mese scorso nel backstage dell’incredibile concerto di Vijay Iyer a Fano Jazz. Paul è un vecchio amico di Graham Haynes, il cornettista di Vijay, così ci siamo ritrovati nel camerino a parlare “la stessa lingua”, accomunati dalla stessa curiosità e dalle stessa visione, con il desiderio di sentirci parte della stessa comunità.

PR / La musica può sopravvivere collettivamente solo se esiste questa umiltà e questo spirito. Qualcuno se ne è accorto, qualcuno ancora no… ma SIAMO tutti parte di una comunità.

img

Cosa vi aspettate dall’imminente tour?
MM e PR / La speranza di migliorare, di trovare nuovi percorsi o soluzioni ai puzzle di altri compositori non ancora affrontati; crescere e provare a toccare nel profondo le persone, continuare a diffondere la nostra musica in tutto il mondo, concerto dopo concerto

Come scegliete i brani del repertorio (in particolare considerato che spaziate tra tradizione anglosassone, italana, francese e brasiliana), e come lavorate a composizioni e arrangiamenti?
PR / Deve esserci del mistero nella canzone prescelta, nella melodia o nell’armonia originale dei compositori, qualcosa che si presta ad essere adattato alla nostra riarmonizzazione. Mafalda canta solamente testi in cui si ritrova, non importa quanto sia bella la musica. Dopo aver scelto una chiave di lettura e un “sapore” proviamo a togliere una canzone dal suo guscio e avvicinarla a noi e renderla fresca e “fragrante” quindi appetitosa: solo allora possiamo iniziare a entrarci dentro. Per il fatto che questo processo di selezione è assolutamente personale abbiamo ancora tantissime canzoni che ci stanno aspettando.

MM / All’inizio del nostro progetto in duo, abbiamo accantonato l’idea di scrivere nuove composizioni per concentrarci su riletture di classici, anche se spessissimo i brani prescelti subiscono tanti e tali cambiamenti che il processo è quasi compositivo. L’obiettivo di un duo che canta canzoni così belle e famose sia quello di andare oltre la semplice esecuzione e trovare una sonorità nuova che, attraverso l’arrangiamento, superi il concetto di canzone per entrare nella musica.

Ci sarà un nuovo disco dopo Cool Romantics?
MM e PR
/ Oh si! La ricezione e il feedback del pubblico a New York, in Brasile, in Italia, in Portogallo e in Germania sono stati esaltanti e abbiamo già in vista altri festival, club e nuove platee. È troppo appassionante per fermarsi!