Ultime News
Continuing Adventures #18</br>    XXVII ANNUAL I.A.S.J. JAZZ MEETING vol. 2

Continuing Adventures #18
XXVII ANNUAL I.A.S.J. JAZZ MEETING vol. 2

«Non vale la pena avere dei diritti che non derivano da un dovere assolto bene»

Gandhi

Secondo giorno a Siena. Intanto non vi ho ancora raccontato che sto leggendo vari libri contemporaneamente;  in particolare due molto belli cui mi sto dedicando sono Come funziona la Musica di David Byrne e Alla ricerca del suono perfetto di Greg Milner; poiché come sapete questa rubrica era nata – e salvo brevi digressioni riguardanti viaggi epici picareschi, continua ad essere – per cercare di capire dove va la Musica del futuro, vi raccomando caldamente di leggere entrambi i libri perché sono assai significativi.
Tornando al meeting di Siena, la domenica ha visto i saluti a tutti i partecipanti di Franco Caroni, Presidente della Fondazione Siena Jazz, quelli di David Liebman Direttore Artistico del meetinge icona del jazz mondiale,  e quelli di Walter Turkenburg, Presidente dell’Associazione Mondiale Scuole di Jazz. Clima torrido, volti felici. Una presentazione veloce di ognuno ha anticipato la suddivisione degli studenti in sei gruppi di lavoro, che si esibiranno giovedì e venerdì sera.
Al pomeriggio ho assistito a due lecture, la prima particolarmente interessante riguardante il tema dei diritti musicali; nello specifico uno dei diritti trattati è quello dei musicisti di essere riconosciuti come artisti e poter ottenere  una remunerazione adeguata, diritto che al momento si scontra con l’aumento del numero di  musicisti di jazz e la contemporanea diminuzione delle venues disponibili per tutti. Direi che non sono state proposte soluzioni efficaci, anche se pare che quelle messe in piedi dal governo australiano e da quello tedesco potrebbero aiutare la causa. La mia idea, che non c’entra niente col meeting ma è pur sempre il mio blog, è che in un sistema di economia di mercato il valore di un bene o di un servizio viene stabilito dall’incontro della curva della domanda con quella dell’offerta. Avendo aumentato a dismisura l’offerta, formando schiere di validissimi musicisti, l’unica opzione ragionevolmente praticabile è quelle di allargare a dismisura il pubblico del jazz, a meno di non volerlo far morire a breve per inedia. Il tema potrebbe dunque essere come ampliare il numero di persone che gode ad ascoltare jazz, se vogliamo.
img
img
img
img
img
img
La serata si è chiusa con la jam session al Palazzo del Rettorato: belle vibrazioni e  sorrisi per l’immutabile rito della jam session.
img
img
img
img
img
img
img
img
img
img
A domani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *