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Continuing Adventures #17 </br>XXVII ANNUAL I.A.S.J. JAZZ MEETING vol.1

Continuing Adventures #17
XXVII ANNUAL I.A.S.J. JAZZ MEETING vol.1

«Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante»

Confucio

Buongiorno a tutti e bentrovati su questo blog gentilmente ospitato da Jazzit. Tornato dal Jazzit Fest, ho  avuto giusto il tempo di lavare coscienza e calzini ed ecco che sono ripartito per altre nuove avventure.
Come occasionalmente mi capita, ho trovato il tempo per polemizzare con un troglodita su Facebook; accadimento che vi racconto solo per esprimere pubblicamente quanto ritengo pericoloso e socialmente inaccettabile che ci siano persone che si nascondano dietro pseudonimi o identità false. Mi piace dibattere e interagire con tutti – mi ritengo in effetti un polemista cintura nera – ma non accetto il confronto con chi non ha una identità. Credo che questo sia uno dei grandi mali della nostra epoca, legato all’uso smodato dei social network: l’impunità da tastiera, che si accompagna alla gogna mediatica. Spero che Facebook presto faccia un pulsante pernacchia-per-anonimi.

Persi insomma dai diciotto ai ventidue secondi per sistemare il Cro-Magnon di turno, sono partito alla volta di Siena; dovete sapere che presso la celebre Fondazione Siena Jazz si tiene quest’anno la ventisettesima edizione del meeting dell’Associazione Mondiale delle Scuole di Jazz. Un evento meraviglioso in una città meravigliosa: come al solito fortunatissimo, il buon Luciano Vanni mi ha chiesto di partecipare per raccontare ai lettori di Jazzit il tutto. Franco Caroni, Presidente della Fondazione Jazz, mi ha gentilmente accolto insieme a Franco e Dalila, con cui formo il gruppo di lavoro Jazzit per quest’occasione.

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Partenza di buon’ora da Torino, e arrivo nel tardo pomeriggio per il cocktail di introduzione al Meeting; presenti naturalmente Franco, David Liebman che è il direttore artistico, e Walter Turkenburg, Presidente dell’Associazione. Aperitivo conviviale:

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ma subito si vola alla Piazza del Campo per il concerto della Siena Jazz University Orchestra diretta da Roberto Spadoni, una vecchia conoscenza di Jazzit, con ospite solista David Liebman. Il concerto in origine doveva tenersi presso la contrada della Giraffa, che però ha inopinatamente vinto il Palio domenica scorsa, e quindi era nel pieno dei festeggiamenti.

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Piazza incantevole, repertorio meraviglioso, ho particolarmente apprezzato le versioni di Naima e Piccadilly Lilly. Una serata col botto, insomma. A domani.

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