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Continuing Adventures #16
Feltre’s Jazzit Fest #5

</br>Continuing Adventures #16</br> Feltre’s Jazzit Fest #5

« Quando guardate, guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancor più lontano»

Robert Baden Powell

Buonasera a tutti i miei tre lettori, e bentornati su questo blog. Sono stato da poco al Jazzit Fest a Feltre, la quinta edizione, e questa è la lista dei miei highlights; sono in effetti uno dei pochissimi che ha partecipato a tutte le edizioni del Jazzit Fest, e devo dire che me ne faccio anche un gran vanto.

Bisogna partire dal presupposto che lavoro sempre nella squadra palchi, praticamente l’unica costante di tutti i Fest, e quindi la mia prospettiva è abbastanza differente da quella di quasi tutti gli altri. Mi diverte moltissimo lavorare nell’ombra e fare bassa manovalanza, anche perché se volete conoscere bene un artista, basta osservare venti secondi di sound check e potete scriverne la biografia, da un punto di vista umano e da quello musicale.

1 – La squadra di Torino; eravamo in otto, e come sempre ci siamo divertiti più di chiunque altro. Io non credo di aver mai riso tanto in vita mia, a questo giro abbiamo giunto vette da capogiro. Camaraderie, rispetto e golardia sono la nostra cifra, e i miei amici mi fanno stare bene, puoi sempre contare su di loro per qualsiasi cosa; sono Beppe Erriques, Riccardo Pellizzola, Paolo Fina, Daniela Fabozzi, Laura Valle, Leonardo Schiavone e Federica Di Bari.Sono parte integrante del nostro entourage anche Max Marangoni, Eleonora Tatti e Antonio Vanni. Grazie fratelli.

2 – Le luci dei palchi; a Cumiana non avevamo potuto sviluppare la regia luci, che a questo giro erano invece bellissime.

3 – Ekoes, ovvero i nove ragazzi americani che cantavano. In cinque edizioni a mio avviso il concerto più bello, in assoluto. Microfonare nove ragazzi con un mixer 6+2 potrebbe mettere in difficoltà molti, ma non Beppe, che è stato un vero drago.  Torino rulez, my friends.

4 – L’Accademia Musicale Federiciana di Andria; passata la sagra della sfortuna e dell’imprevisto sono riuscito a intervistarli tutti;  hanno fatto un grandissimo concerto nella piazza piena, e li abbiamo lasciati col sorriso. Ottima attitudine, ragazzi: capita di tutto, ma se quando suoni sorridi io mi inchino.

5 – La foto con Daniela Floris: direi che si commenta da sola. Incontri favolosi e spassosi. Di Carlo Mogavero, grazie.

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6 – L’orzo con salsiccia di primo e il goulash con polenta di secondo di sabato a pranzo, 38 gradi e 56 percepiti nella tensostruttura GILF. I veri duri finiscono tutto. Con questo ringrazio di cuore il gruppo GILF, che è stato fantastico e probabilmente non si aspettava la settimana più torrida dell’anno. Grazie di tutto, amici.

7 – Il grande Ivan, con il quale abbiamo pressoché riso tutto il tempo. Ivan è un abitante di Feltre, giornalista, davvero una persona speciale. Anche l’unico che ha apprezzato e invidiato la mia colazione dei campioni del lunedì mattina. Man, ti aspettiamo alla prossima.

8 – La casa alpina dove pernottavamo, eravamo gli unici che dormivano al fresco. A parte il temporalino, che ci ha portati sul set del titanic, per il resto tutto ok.

9 – Gli alcolizzati che urlavano vicino al palco domenica alle 19, che si chiederanno tutta la vita chi ha chiamato i vigili. Non lo saprete mai. Io lo so ma non lo dico. In ogni caso, se c’è un concerto di fianco al tuo baretto, magari anziché rompere i coglioni urlando prova ad ascoltare, una volta nella vita, amico etilico.

10 – La redazione di Jazzit: Luc, Chiara, Arianna, Antonino, che come la squadra torinese per me sono una seconda famiglia.

Ringrazio infine tutti gli artisti che ho avuto il piacere di servire sul palco di Piazza Trento e Trieste. Grazie, amici. Alla prossima.

Vorrei anche dirvi che il Jazzit Fest è un evento che per scelta non riceve contributi pubblici e si regge solo sulle donazioni private e sul volontariato di chi partecipa. Vi invito perciò, se volete sostenere questo modello culturale, a mettere mano al portafoglio. Basta anche un euro o due, o tre, o diecimila, non è un problema di quantità. Ma se avete voglia di sostenere i protagonisti del cambiamento, ecco, quelli siamo noi di Jazzit, insieme ai fantastici volontari che ci aiutano, e quest’anno insieme agli amici della città di Feltre. Se vi va, sosteneteci e permetteteci di cambiare le pratiche culturali di questo paese. Grazie.

 

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