Ultime News

Continuing Adventures #15
Contemporary Music Lifestyle

Continuing Adventures #15 </br>Contemporary Music Lifestyle

« Io accetto il caos, ma non son sicuro che lui accetti me»

Bob Dylan

Buongiorno a tutti i miei lettori. Devo esordire scusandomi per il ritardo con cui riprendo a scrivere in questo blog. Come sapete il mio intento iniziale era capire come la tecnologia sta cambiando e cambierà la musica, il mestiere dei musicisti, la filiera dell’industria musicale e la stessa fruizione di quest’Arte meravigliosa che se non amassimo tutti intensamente non saremmo certo qui, io a scrivere e voi, gentilissimi come sempre, a leggere.

Siccome la mia stessa vita ruota intorno alla musica essendo contemporaneamente chitarrista, didatta, giornalista e girovago, ho pensato: bando all’understatement sabaudo che viene inserito con un microchip sottocutaneo a ogni bimbo nato nel nordovest d’Italia, in questa puntata del blog vi racconterò le mie ultime malefatte così che potrete forse anche perdonarmi per il ritardo.

Vorrei intanto dichiarare, con un certo orgoglio, che da settembre 2016 sto seguendo a tempo pieno  questo sito. Sono sempre grato della fiducia accordatami, e spero che il tutto incontri il vostro favore. A me piace un casino, è ricco di contenuti interessanti e liberi, è aggiornato regolarmente, e insomma, poiché chi si loda s’imbroda non andrò oltre. Ma sono felice.

Poiché c’è un grosso dibattito in atto su dove stanno andando il giornalismo e la critica musicale, e considerato che a me piace fare più che teorizzare, ho dedicato buona parte del mese di aprile a realizzare la video intervista agli Snarky Puppy. Impresa abbastanza complicata perché gli amici newyorchesi generalmente quando sono in tour non sono disponibili per la stampa. Grazie al buon Guido Gaito, e allo staff del festival Jazz ReFound, in particolare a Viviana e Angela, la mia idea di far intervistare Michael League da parte di Luca Vicini – produttore e bassista dei Subsonica, che avevo già avuto modo di introdurre qui – da musicista a musicista, si è potuta realizzare, e stiamo proprio in questi giorni finendo il montaggio. Un grazie particolare ai grandissimi e gentilissimi Andrea Monda e Daniele Bottigliengo. Il tutto, se mi permettete, è una colossale figata.

img

Rossato, Mirti, Vicini, League

Parallelamente il resto del mese di aprile l’ho dedicato a perfezionare la partnership con la Piazza dei Mestieri di Torino; grazie all’ottimo Marco Santalessa siamo riusciti ad avere i concerti in streaming sul sito, qui il link a quello di Bit Babel e domani 12 maggio tutti pronti per l’ensemble di Enzo Zirilli, dalle ore 22. Proprio grazie a questa collaborazione abbiamo realizzato anche un’altra video intervista al trio composto da Flavio Boltro, Mattia Barbieri e Mauro Battisti, formazione che vi consiglio caldamente di seguire e ascoltare.

Viviamo tempi difficili ma meravigliosi, e ho dunque dedicato quasi tre mesi per arrivare al 21 aprile preparato: il giorno dopo l’intervista a Michael League  sono infatti partito insieme al fido fotografo Leonardo Schiavone e sua moglie Laura alla volta di Taipei. Tra i miei hobby c’è dal 2008  quello di studiare il cinese, essendo un cultore della millenaria cultura degli amici mandarini. Inoltre a Taiwan c’è una fiorente scena jazzistica, ed è appena nata Wijazz, una rivista digitale bimestrale: mi interessava insomma conoscerne il direttore e capire eventuali forme e modi di collaborazione; il tutto è stato realizzato grazie alla mia amica Dalila, e mi ha permesso di pubblicare questa intervista.

img

pranzo con Dalila

Sempre per via del momento storico assolutamente imprevedibile, insieme ad alcuni amici di diversi continenti e culture stiamo ragionando su una piattaforma internazionale realizzata in quattro lingue, Jazzespresso, e non potevo farmi sfuggire l’opportunità di organizzare un incontro ad alti livelli con la principale fondazione taiwanese mista privato pubblico per capire pro e contro di aprire una società in loco.

Naturalmente ho anche  partecipato attivamente alla vita musicale locale; in particolare ho apprezzato un omaggio a Ornette Coleman che si teneva alla Rhythm Alley e ho gigioneggiato alle abituali jam del  Sappho e del Blue Note di Taipei.

img

Proprio a Taipei ho ritrovato il mio amico Rob, che avevo conosciuto a Torino nel 2005 e rivisto a Las Vegas  nel 2006 durante un tour particolarmente delirante che realizzammo in Nevada, che in confronto i Rolling Stones scherzano.  Rob ha lavorato praticamente a tutte le edizioni delle  Olimpiadi da Torino 2006 ad oggi, e siccome è un aspirante chitarrista molto dedito allo strumento ne ho approfittato per insegnargli le accordature aperte, con particolare riferimento allo stile di Keith Richards e quello di Elmore James. Proprio Rob è all’origine della teoria secondo cui per essere seducenti e rimorchiare a una festa è necessario saper suonare solo tre brani; teoria che abbiamo dimostrato più volte sul campo essere una verità assoluta, e che vi spiegherò magari un’altra volta.

img

Rob in versione Guang Gong

Un’altra delle mie teorie predilette sostiene che il grado di bellezza della vita è direttamente proporzionale al numero di variabili imprevedibili che si inseriscono nello stesso spazio e tempo; così la moglie di Leonardo, Laura, ha invitato a Taipei mentre eravamo da quelle parti anche la sua amica Stefania e la figlia Denise, parte di una famiglia italiana che vive in Cina da circa dieci anni, e quindi con una serie di esperienze e aneddoti di vita vissuta invidiabili.
Insomma, ora dovrei raccontarvi della cena all’hot pot con il piccolo cosacco, la donna inguardabile e il businesseman con le pupille a forma di dollaro, ma credo esulerebbe dal mio intento; sappiate solo che ci siamo divertiti moltissimo e che credo che queste conoscenze siano il sale della vita e probabilmente anche motore delle idee brillanti che vengono quando si è in giro per il mondo. Inoltre fa piacere conoscere persone che sono tanto e forse più sarcastiche e corrosive di quanto lo sia io. Grazie, Signore.

Finito il giro a Taiwan si è tornati a Torino, e di nuovo le idee e i lavori da fare non mancano; tutte le interviste  per questo sito,  un lungo articolo sui legami tra Conservatorio di Torino e Juillard realizzato grazie a Emanuele Cisi, le recensioni e gli approfondimenti per il numero 100 di Jazzit, le lezioni ai miei allievi che mi piace costantemente aggiornare e perfezionare, il lavoro su JazzEspresso, lo studio del cinese, lo studio della chitarra; in particolare sto per ordinare il libro di Jonathan Kreisberg e mi sto intrattenendo a guardare lo stile di Jon Gomm, che mi sembra oltremodo divertente. Questo senza dimenticare che sta per uscire il libro fotografico di 250 pagine che racconta l’altro viaggio di un mese a Taiwan, che realizzammo nel 2015.

Inoltre il 18 maggio  i GoGo Penguin saranno a Torino e si prospetta un’altra intervista ai massimi livelli in cui coinvolgerò Luca Vicini, Leonardo e Ivano Rossato. E poi naturalmente a giugno ci sarà il Jazzit Fest 5 a Feltre, e la preparazione atletica e spirituale all’evento sarà assai impegnativa.

Insomma: sempre pronti per nuove avventure e incontri, che oltre ad essere molto soddisfacenti sono anche a mio avviso l’unico modo per rispondere alle sfide di questi tempi: creare una rete di nodi, amicizie e contatti sicuramente rappresenta la versione 2.0 del mestiere di musicista.

A presto, 再见.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *