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City Of Dreams<br/>Intervista a Lorenzo Cominoli

City Of Dreams
Intervista a Lorenzo Cominoli

25 gennaio 2019

City Of Dreams è il titolo del disco pubblicato dalla Abeat e realizzato da Lorenzo Cominoli (in compagnia di Max De Aloe e Attilio Zanchi) per ricordare Garrison Fewell: lo abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

Come nasce il progetto City Of Dreams?
Dal mio desiderio, subito accolto calorosamente da Max De Aloe e Attilio Zanchi, di rendere omaggio alla musica del nostro comune amico Garrison Fewell prematuramente scomparso nel 2015. Tutti e tre abbiamo avuto il piacere e la fortuna di frequentare Garrison e siamo stati colpiti, oltre che dalla sua arte, anche dalla sua umanità e spiritualità.

Cosa ti ha insegnato Garrison?
Molto, non solo riguardo alla musica e alla chitarra, ma anche sulla vita e sulla spiritualità. Ricordo con enorme piacere le ore trascorse a casa sua a lezione, mai senza un buon the, e le lunghe conversazioni sul buddismo, che Garrison ha praticato per quarant’anni; i suoi racconti e insegnamenti risuonano di continuo nella mia mente, li porto sempre con me: è una presenza costante.

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Come avete scelto i brani, che non sono solo originali di Garrison?
I brani sono composizioni originali del “primo periodo” di Garrison, cioè prima che si dedicasse alla musica improvvisata creativa, quindi un repertorio più melodico e in un certo senso “classico”. Fanno eccezione solo A reason to believe, un bellissimo brano scritto da Attilio Zanchi (presente anche nel disco di Garrison Red Door n° 11) e due bellissimi standards che Garrison amava particolarmente eseguire in concerto: Beatrice di Sam Rivers e Johnny Come Lately di Billy Strayhorn.

Come mai la partecipazione di Tino Tracanna sulla title track?
City of Dreams oltre a dare il titolo al nostro disco è il titolo di un album che Garrison realizzò quasi vent’anni fa e che ho amato moltissimo. Nel quintetto di allora era presente Tino Tracanna ,che eseguiva al soprano questo bellissimo tema: da qui l’idea di creare un “ponte” ideale con quel lavoro invitandolo anche nel nostro disco ad eseguire, molti anni dopo, lo stesso brano.

Cosa è la chitarra jazz oggi? E qual è stato il ruolo di Garrison Fewell?
La chitarra jazz e il jazz in generale oggi sono per loro stessa natura in continuo e costante mutamento e proiettati al futuro. Lo stesso Garrison nella sua carriera artistica ha avuto una costante evoluzione che lo ha portato dall’essere un grandissimo conoscitore della tradizione fino a realizzare dischi di musica creativa totalmente improvvisata. Importantissimo è stato inoltre il suo ruolo come didatta sia negli Stati Uniti, dove ha insegnato per oltre 30 anni alla Berklee School di Boston,così come nei suoi numerosissimi seminari in tutto il modo, che hanno formato migliaia di musicisti. La sua dolcezza e profondità spirituale ne hanno fatto inoltre per molti, me compreso, una guida dal punto di vista umano: un vero mentore.

A chi è rivolto questo disco? Chi è l’ascoltatore ideale?
Questo disco è rivolto a tutti gli appassionati che già conoscevano la musica di Garrison e che la troveranno qui declinata in una versione ancor più “intima” grazie alla formula del trio senza batteria, ma anche a tutti coloro che prendendo spunto dal nostro omaggio volessero approfondire la conoscenza di questo grandissimo musicista, raffinato, sofisticato e che tanto ha lasciato di se al mondo del jazz e della musica improvvisata con grandissima dedizione.

 

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© Jazzit 2019

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