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Chitarra Jazz</br> Intervista a Lorenzo Cominoli
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Chitarra Jazz
Intervista a Lorenzo Cominoli

29 maggio 2017

Attivissimo nel gestire il Borgomanero Jazz Club e le attività della Four Music School, Lorenzo Cominoli è anche un brillante chitarrista; l’abbiamo intervistato in occasione della pubblicazione di “Kintsugi” per la UR records, realizzato in duo con Maurizio Brunod.

Come è nato “Kintsugi”?
Dal’esperienza che abbiamo fatto in trio con Sonia Spinello, due anni fa, quando realizzammo l’omaggio a Billie Holiday e il relativo tour;  suonando insieme si creò con Maurizio un ottimo interplay ed è nata di conseguenza la voglia di suonare altri brani insieme.

Come avete suddiviso il sound delle due chitarre?
L’impostazione è la stessa che avevamo già realizzato all’epoca: Maurizio ha questo background moderno, con pedali e suoni di vario genere ma si dedica anche alla chitarra classica, mentre io mi sono concentrato sul sound dell’acustica e della e semiacustica.

Il repertorio è particolarmente vario: come lo avete selezionato?
In maniera molto semplice: abbiamo preso le cose che ci piacckono, variando dallo standard ad alcuni originali a brani totalmente improvvisati, con grande libertà.

Ci spieghi il curioso titolo.
L’album si chiama “Kintsugi”, che è un termine giapponese che indica l’arte di riparare con l’oro oggetti di vario genere che si rompono; per esempio un vaso rotto che viene ricostruito con una sottile vena d’oro a legare le varie parti. L’idea era proprio che dall’imperfezione e dall’errore possa nascere un oggetto ancora più bello. Quindi prendere dei brani, “romperli” e ricostruirli con un risultato migliore del punto di partenza.

Tre aggettivi per definire il disco.
Libero, gioioso e prezioso.

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