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Caro Chico<br/>Intervista a Susanna Stivali

Caro Chico
Intervista a Susanna Stivali

5 gennaio 2019

Caro Chico è l’album di Susanna Stivali pubblicato dalla Egea e dedicato a Chico Buarque. La cantante lo presenterà live il 17 gennaio al Parco della Musica di Roma: l’abbiamo intervistata.

Di Eugenio Mirti

Come è nato Caro Chico?
Caro Chico è nato da lontano nel tempo, in occasione del mio primo viaggio in Brasile: un viaggio che doveva essere solo di vacanza, ma un musicista non riesce mai davvero a non pensare anche alla musica ovunque vada, e quello è un luogo dove “devi” sottoporti agli stimoli del suo immenso mondo musicale. Ho fatto tanti incontri, conoscevo già molti dei grandi autori della musica brasiliana, ma una volta tornata ho incominciato a studiare e ad appassionarmi maggiormente alla musica brasiliana, e come non occuparsi di lui, Chico (Buarque, NdR), il maestro ed il poeta.
Poco tempo dopo sono stata invitata a tenere de concerti a Rio e San Paolo nei rispettivi Istituti italiani di Cultura, ed è in quell’occasione che ho pensato ad un progetto che potesse mettere insieme le due culture, le due lingue insieme alla mia provenienza dal mondo del jazz.
Inizialmente l’idea prevedeva di riprendere diversi brani dei più grandi compositori di musica brasiliana, tradotti in italiano ed arrangiati in maniera originale, poi ho preferito concentrare il lavoro sulla musica di Chico Buarque, che attraversa e rappresenta profondamente la cultura e  la musica brasiliana dalla tradizione alla modernità, dalla poesia alla complessità armonica, con grande ricchezza degli aspetti ritmici

Come hai scelto i musicisti?
Il CD è stato registrato tra Italia e Brasile con musicisti sia italiani sia brasiliani. Hanno partecipato quattordici musicisti ed è stato registrato in tre studi differenti, cercando di restituire all’ascoltatore il clima di una festa dove ognuno racconta il suo mondo musicale. I musicisti italiani sono quelli con cui collaboro da tempo e che conoscono il progetto da sempre, e che mi accompagneranno anche nei concerti di presentazione. Tra i musicisti brasiliani alcuni già li conoscevo, con altri è nata una grande amicizia e collaborazione proprio grazie al disco; alcuni di essisono stati chiamati dal compositore Francis Hime che oltre a suonare e cantare nel disco ha anche arrangiato alcuni dei brani. Ho anche avuto l’onore di duettare con Chico Buarque in uno dei brani tradotti da me;  conosceva il progetto, e avevamo già lavorato sulle traduzioni che stava seguendo Max De Tomassi: ci ha raggiunti in studio, ed è stato un grande regalo. Tra gli ospiti ci sono artisti importanti come Rita Marcotulli, l’arpista Cristina Braga e Jaques Morelenbaum al violoncello.

Come hai preparato il concerto del 17?
Con grande entusiasmo; il progetto esiste da tempo e abbiamo avuto modo di assimilarlo e farlo nostro nei live.Aspettavo da tempo di far uscire Caro Chico anche in Italia: curiosamente è uscito prima in Brasile, due anni fa, per la prestigiosa etichetta Biscoito Fino; finalmente è uscito anche in Italia per l’Egea e non vedo l’ora di presentarlo partendo proprio da Roma,la mia città.

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Cosa è il jazz oggi?
Credo onestamente che non esista una definizione univoca per descrivere cosa sia il jazz oggi. È un linguaggio che ha sicuramente salde radici e caratteristiche riconoscibili che è fondamentale conoscere ed assimilare, ma al tempo stesso è un idioma in continuo movimento, cangiante, capace di assimilare influenze a volte distanti. Credo che il jazz sia il luogo della curiosità, della permeabilità e dell’improvvisazione che significa sempre onestà nella ricerca e nell’interplay.

A chi si rivolge il concerto? Chi è il tuo spettatore ideale?
Spero che si possa rivolgere a molti, a chi ama la musica al di là delle etichette, a chi è disposto a farsi portare in giro a curiosare tra diversi stili che si fondono e si confondono, tra differenze ad assonanze. È un omaggio alla poetica di Chico Buarque realizzato attraverso il linguaggio che più mi appartiene, quello jazzistico, cantato in italiano con una grande attenzione a non perdere la poesia della lingua madre di Chico: quindi credo che chi ama il jazz, la musica brasiliana e la poesia potrà sentirsi a casa in qualche modo. In breve Caro Chico è un invito ad una festa, a una roda o una jam…

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Il progetto più importante in questo momento è quello di portare in giro per l’Italia questo CD, abbiamo già diverse date di presentazione; inoltre ho diversi impegni fuori dall’Italia: sono sempre felice di avere la possibilità di incontrare musicisti e culture diverse. Andrò in Sudafrica, dove ho già suonato, e tornerò finalmente in Brasile.

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