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Capolinea 8</br>Intervista a Max Gallo

Capolinea 8
Intervista a Max Gallo

3 marzo 2017

Da tempo direttore artistico del glorioso Capolinea 8 di Torino, Max Gallo è anche un valente chitarrista. Lo abbiamo intervistato in vista del concerto di sabato 4 marzo, che lo vede impegnato in entrambi i ruoli in una performance impreziosita dalla presenza del celebre batterista John Riley, che si affiancherà al suo quartetto.

Di Eugenio Mirti

Da quanto tempo di occupi della programmazione del Capolinea?
Mi occupo della programmazione di questo storico jazz club da tre anni e sono davvero contento dei risultati ottenuti;  da ragazzino venivo qui ad ascoltare i grandi del jazz e non avrei mai pensato che dopo tanti anni proprio io mi sarei occupato di questo ruolo.

La segui da solo o con una associazione?
Con un associazione che ho fondato che si chiama “Torino Jazz City”; tra le altre cose è l’Associazione che si è classificata prima su 46 progetti pervenuti al bando indetto dal Comune di Torino “Jazz per la città” che si svolgerà a Maggio.

Sei anche musicista: come riesci a coniugare le due attività? Pensi che sia importante che le programmazioni siano anche realizzate da musicisti? Perché?
Ci vuole tanta passione:  questa è per me la chiave di tutto, penso che per programmare bene bisogna conoscere lo spirito di questa musica, il valore, la sensibilità, la psicologia  e il gusto dei musicisti: quindi se sei un musicista e conosci questi elementi  non può che essere utile.

Quali sono i prossimi concerti importanti che realizzerete?
Tra molte proposte di alto livello, ci tengo a segnalare il concerto di John Riley del quattro marzo.

E le tue prossime attività artistiche?
Una serie di concerti con il grande sassofonista  Scott Hamilton.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Con molta umiltà sto già vivendo un bel sogno…