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Barezzi Festival</br>Intervista a Giovanni Sparano

Barezzi Festival
Intervista a Giovanni Sparano

Inizierà questa sera, giovedì 3 novembre, il Barezzi Festival, che si terrà in Parma e nei luoghi musicali verdiani. Abbiamo intervistato il direttore artistico, Giovanni Spararo.

Di Eugenio Mirti

Quali sono gli elementi di novità e quelli di continuità in questa decima edizione del Festival?
Abbiamo ampliato quello che è stato il nostro credo fin dalla prima edizione, dare cioè la possibilità ad un pubblico vasto e curioso di frequentare i luoghi della lirica come il Teatro Regio di Parma o il Teatro Verdi di Busseto. Da piccolo festival siamo diventati una realtà più grande e quest’anno abbiamo il piacere di ospitare tra gli altri tre nomi particolarmente importanti: Benjamin Clementine, Brad Mehldau in duo con Joshua Redman e Philip Glass, che è una leggenda assoluta.

Il festival è intitolato a Barezzi, celebre mentore di Giuseppe Verdi.
Sì, era il mecenate di Verdi (e anche suocero); nel suo spirito abbiamo organizzato molti elementi diversi, dai concerti gratuiti nelle piazze alla musica nelle osterie, che hanno preparato menù speciali per il festival. Del resto Parma è anche nota come capitale enogastronomica.

C’è un ricordo di questi dieci anni che vuoi condividere?
L’unico artista che abbiamo chiamato una seconda volta è proprio Brad Mehldau, che venne in piano solo nel 2009. Ricordo quel concerto a Busseto, con 400 persone che come me rimasero particolarmente colpite. Devo anche dire che un pensiero va sempre a Franco Battiato, che la prima edizione venne gratuitamente perché aveva capito l’importanza della nostra proposta e ci diede modo, grazie alla sua presenza, di essere dall’anno seguente più credibili e ottenere finanziamenti. Tenete conto che questo festival è nato senza grossi mezzi nel mio bar “Caffè dei Marchesi” nella periferia di Parma.

Qual è il sogno che vorresti coronare per il ventesimo anniversario?
Keith Jarrett a Busseto, o al Teatro Farnese!