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Atomic Bass<br/>Intervista a Giuseppe Bassi
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Atomic Bass
Intervista a Giuseppe Bassi

6 dicembre 2018

http://natalieglasson.com/tag/with/ Suonerà a Tokyo il 9 dicembre con il suo progetto Atomic Bass al Keystone Club di Tokyo Giuseppe Bassi, uno dei più affermati jazzisti del nostro paese. L’abbiamo intervistato.

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Phentermine 15 Mg Buy Phentermine Buy Online Nz Sei un grande conoscitore della scena jazz asiatica: cosa ne pensi? 
Grande conoscitore forse no, ma certo  curioso, perché l’Asia è un territorio immenso e mi capita frequentemente di  scoprire artisti conosciutissimi dalle loro parti ma perfettamente sconosciuti nel nostro paese. A mio avviso lo sviluppo e la diffusione del jazz in Asia può per alcuni aspetti considerarsi un po’ più vivido che nel nostro paese. Esempio lampante è la presenza del jazz in tutte le attività commerciali, nei ristoranti, supermercati, negli store notturni, e in altri posti improbabili. Forse la gente comune non ha cognizione della musica attraverso cui passa gran parte della sua quotidianità. Questa è la prima cosa a cui ho fatto caso frequentando  ogni tipo di ritrovo qui in Giappone. Il livello tecnico dei musicisti è molto alto, a volte però mi emoziono poco…

http://triadventure.co.uk/2012/01/lets-hear-from-tri-adventureer-bruce-duncan/bruce-4/feed/ http://spectrumcil.co.uk/wp-cron.php?doing_wp_cron=1564742774.3707211017608642578125 Suonerai in Giappone con Sebastiaan Kaptein e Sumire Kuribayashi, l’incontro di tre culture: che tipo di repertorio proporrete?
L’incontro con Sumire è avvenuto per caso. L’amico Nico Conversano la invitò l’estate passata per un concerto in piano solo ad Andria. Mi sono immediatamente innamorato di questa musica, della musica di Sumire Kuribayashi. Una donna meravigliosa, dolcissima, gentile, di rara bellezza, che appena siede al pianoforte svela una passione dirompente. Il suo suono è puro e distillato, in una ricerca costante tra poesia e rischio.  Decisi che avrei suonato con lei, e così è stato… Sebastiaan Kaptein arrivó in Giappone con il gruppo di Toots Thielemans, ed è un musicista che usa la batteria in modo armonico, un vero regista della musica, compositore pregiato e sensibile.  Lo conobbi a Taiwan in occasione di un concerto svolto insieme e da allora aspettavo l’occasione di comporre un gruppo con lui. Lei giapponese, lui olandese, io italiano: “Le ombre, la tela,  i colori”. Si tratta di un trio che riesce a trattare il tema dell’amore con una poetica libera, ma con i colori di culture lontane che si mischiano dando vita ad una musica nuova e fresca. Per noi che riusciamo a suonarla è una costante scoperta, mi auguro che possa emozionare anche chi ci ascolterà.

Buy Real Phentermine From Mexico Quali altri progetti hai nel tuo prossimo futuro?
Si chiama Atomic Bass la storia che ho ideato e che ora condivido con Sumire, Sebastiaan, qualche decina di colleghi italiani, giapponesi, Taiwanesi, americani. Per Atomic Bass scrive un noto giornalista Italiano che mi segue e mi insegna tutto ciò che necessario conoscere della cultura giapponese. Lui scrive su carta la poesia degli incontri trasmettendo tutto l’amore che riusciremo a suscitare con la musica, e si chiama Antonio Moscatello.
L’anima di Atomic Bass è il sogno folle di portare musica lì dove la furia della natura e l’errore dell’uomo hanno prodotto, producono e produrranno a lungo dolore, perché se l’essere umano si nutrisse costantemente di musica troverebbe un altro modo per riscoprire il bene. Tante persone credono in questa storia, tante sono le energie impegnate: Donatella Altieri e tutto lo staff di Intergea productions, Cricket productions, Antonio Moscatello , i musicisti impegnati, tanti amici giapponesi e italiani.

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Buy Adipex Diet Pills Uk Hai realizzato due dischi con Mission Formosa: cosa può dare al jazz l’ncontro di musicisti che arrivano da luoghi e culture differenti?
Nulla di più di quanto sia già stato scritto nel suo DNA. Importante per me è continuare a mischiare, mischiarsi, per soddisfare le curiosità più piccole e più grandi. L’importante è l’emozione, se manca l’emozione la musica non avrà più anima. L’esotico da sempre è droga culturale, l’importante è riuscire a ritrovare l’essere umano in tutta la sua pura essenza, e non rischiare di annegare  nella ebbrezza dell’incontro con L’Oriente.