Ultime News
Atlanti invisibili</br> Intervista a Ilaria Capalbo e Stefano Falcone
Photo Credit To Paolo Soriani

Atlanti invisibili
Intervista a Ilaria Capalbo e Stefano Falcone

4 dicembre 2017

Invisible Atlas” è il titolo del primo album del duo formato da Ilaria Capalbo e Stefano Falcone, pubblicato dalla Skidoo: li abbiamo intervistati.

Di Eugenio Mirti

Come è nato il vostro duo?
Il duo è nato qualche anno fa, si può dire, per affinità elettive. Il nostri percorsi musicali sono stati quasi del tutto paralleli: abbiamo affrontato gli studi insieme ed essendo entrambi parte della stessa scena musicale ci siamo ritrovati spesso fianco a fianco in diverse formazioni. Nel corso degli anni le esperienze di palco e di studio condivise sono state tantissime e ci hanno consentito di raggiungere un’intesa solida, di conoscerci musicalmente e sviluppare fiducia reciproca. Il progetto in duo è stata una sorta di derivazione naturale, quando abbiamo constatato che oltre alla collaborazione live avevamo entrambi delle idee musicali e degli spunti compositivi che sembravano fatti apposta per questa formazione. Il duo richiede equilibrio e concentrazione, una scelta inusuale per un primo album: per noi è stato un ulteriore stimolo verso la composizione di questo lavoro.

Il vostro disco è concettuale: cosa significa il titolo? Come avete elaborato il tema?
Il titolo, “Invisible Atlas”, ovvero “Atlante Invisibile”, ha più di un riferimento. Il più evidente riguarda sicuramente la musica di questo disco, che è strettamente legata ai territori geografici che hanno formato la nostra esistenza, ma anche ai percorsi personali. In questo senso, la musica è sempre una sorta di “mappa” delle emozioni, della vita e delle idee di chi l’ha creata. Una mappa che non si vede ma si ascolta. Per questo motivo abbiamo voluto organizzare il percorso in maniera narrativa, perché l’ascoltatore avesse l’impressione di essere guidato attraverso un sentiero “segnato”.

L’essenzialità contraddistingue tutto il lavoro, in primis a partire dalla formazione. Ci piaceva l’idea di esprimere un concetto differente in ciascuno dei brani. Questa molteplicità ci ha spinto a ricercare un suono d’insieme che potesse essere il filo conduttore di tutto il percorso.

img

Come lavorate a composizioni e arrangiamenti?
Abbiamo modi molto diversi di lavorare alle composizioni, ma ci accomuna la passione per il lavoro di scrittura così come per il momento della performance. Nel disco sono presenti sia brani su cui c’è stato un lungo lavoro creativo, di qualche battuta al giorno, sia composizioni che si sono quasi “manifestate” ed hanno impiegato qualche minuto ad essere trasferite su carta. Nel lavoro di compositori, siamo sicuramente influenzati dagli strumenti che rispettivamente suoniamo. Gli otto brani originali inseriti nel disco sono stati tutti composti per essere suonati da questa formazione: in questo senso la fase della composizione e dell’arrangiamento si fondevano in un unico momento creativo in cui sapevamo già chi avrebbe dovuto suonare cosa e come avrebbe dovuto farlo. Uno degli aspetti migliori é stato il constatare come le idee di ognuno funzionassero con quelle dell’altro, vuoi per contrappunto, per similitudine o per differenza. Il risultato di questa consapevolezza è stata la composizione di due brani a quattro mani, Invisible Atlas e Borealis, in cui a fare da contrappunto all’esposizione tematica ci sono delle sezioni di improvvisazione collettiva, che hanno il compito di destrutturare il punto di partenza e preparare al punto d’arrivo.

Internet e la musica: una benedizione o una maledizione?
Non è facile occupare una posizione categorica al riguardo. Da un lato internet è uno strumento che consente alla musica di raggiungere gli ascoltatori in modi con cui la distribuzione fisica o altri medium non possono competere. Dall’altro, non sempre la natura dell’ascolto via internet è utile per assimilare la musica, visto che spesso chi ascolta via internet lo fa in concomitanza con altre attività. Spesso inoltre i servizi di distribuzione digitale non premiano i creatori. Ma da consumatori avidi di musica, sappiamo anche che è possibile ascoltare con la giusta intenzione, e trarre beneficio dalle possibilità che internet offre.

Definite “Invisible Atlas” con tre aggettivi.
Sincero, intenso, sorprendente.

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Al momento siamo concentrati sul tour promozionale del disco che partirà nel 2018 e durante il quale porteremo “Invisible Atlas” in giro per l’Europa. Ma l’attività di composizione non si ferma mai: potremmo in realtà dire di avere già pronto il materiale per un eventuale prossimo album in duo. Ma al momento non ci pensiamo. Vogliamo raccogliere i frutti che questo disco ci ha già regalato e tradurre queste esperienze in nuova musica.

 


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *