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Appassionato ed espressivo: l’intervista a Kirk Fletcher

Appassionato ed espressivo: l’intervista a Kirk Fletcher

 7 agosto 2019

Un narratore anziché un semplice chitarrista

Abbiamo intervistato Kirk Fletcher, il chitarrista americano dallo stile eclettico, che mescola Blues, R&B, gospel.

Di Emanuele Campiglia

Come descriveresti il tuo modo di suonare?
Sicuramente il mio modo di suonare la chitarra si basa sul blues, ma ho anche molte influenze gospel e R&B. Probabilmente è questo che lo rende un po’ diverso.

Descrivi il tuo ultimo album “Hold On” con tre parole.
Anima, passione, sincerità

Quando hai sviluppato il tuo interesse per la musica?

Fortunatamente per me, la mia famiglia è cresciuta con la musica. Quando ero piccolo, i miei genitori mi raccontavano le storie di loro che ballavano ascoltando Muddy Waters, BB King, Fats Domino e molti altri, e per qualche motivo quei nomi mi hanno sempre affascinato.

Quando hai deciso di intraprendere una carriera da musicista?
All’inizio amavo semplicemente suonare e non pensavo veramente ad una carriera. Poi iniziai a frequentare un negozio di strumenti musicali quando avevo 17/18 anni e capii che si poteva vivere di musica. Incontrare persone come Robben Ford in quel negozio mi aiutò a realizzare che avrei potuto farcela se avessi lavorato duramente.

Come scegli i musicisti con cui lavorare?
La maggior parte delle volte ammiro il loro groove, il loro feeling o il loro swing, ma principalmente si tratta di quanto contribuiscono in modo positivo alla canzone. Scelgo anche i musicisti con cui mi diverto e quelli che mi ispirano.

Sei spesso in tour in giro per il mondo, preferisci essere in tour o a casa? Perché?
Entrambe. Mi piace andare in tour per avere un motivo per tornare a casa, ma se sono a casa per troppo tempo, voglio decisamente tornare in giro a suonare. C’è anche bisogno di andare in tour, perché se non lo fai, non mangi (ride, NdR.).

Quali artisti del passato ti hanno influenzato di più? E quali musicisti attuali sono particolarmente interessanti dal tuo punto di vista?
Parlando del passato, amo molti musicisti blues come BB King, Otis Rush, Albert King, Eddie Taylor, Sonny Boy Williamson, il blues di Chicago in generale, ma anche molti artisti della West-Coast come Robben Ford, Larry Carlton, Mike Bloomfield e moltissimi altri. Anche alcuni cantanti come Joni Mitchell mi hanno influenzato molto. Parlando del presente, mi piacciono molti dei miei amici come Josh Smith, ma tendo ad ascoltare musica più datata perché sento di dovermi tenere al passo con tutti gli album disponibili.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ci sono così tante cose! Direi di andare in tour in tutto il mondo, suscitare l’interesse delle persone in ciò che faccio ed essere capace di rendere le persone felici con la musica in generale, non solo la mia.