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Antonio Stizzoli
L’Eclair
Inside The Score

Antonio Stizzoli<br/>L’Eclair<br/>Inside The Score

16 settembre 2019

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Ospite di oggi è Antonio Stizzoli, il batterista dei Night Dreamers, che ci illustra un brano dell’imminente disco “téchne“. Buona lettura.

Di Antonio Stizzoli; a cura di Eugenio Mirti

Questo brano è dedicato ad un’auto, la prima nella storia a correre con ruote equipaggiate con pneumatici, divenuta celebre nella nota corsa automobilistica Parigi-Bordeaux-Parigi, progettata, prodotta e brevettata nel 1895 dai fratelli Andrè ed Edouard Michelin.

La mia idea musicale vuole descrivere ed evocare l’avventura di questa invenzione pionieristica con un sguardo che, partendo dalle conquiste consolidate nel presente si affaccia al passato, quando queste imprese erano poco più che intuizioni su cui rischiare.

L’introduzione di piano che lascia percepire parte del tema che seguirà vuole rappresentare il momento d’incertezza che precede ogni avventura carica di rischio, ciò era dato dal fatto che alcuni tra i primi piloti professionisti di quell’epoca designati per la gara si rifiutarono di guidare quest’auto così chiamata in italiano: “il Fulmine” o la “Saetta”, proprio per il suo andamento a zigzag e le continue sbandate che in prova si erano verificate.

Furono così i fratelli Michelin personalmente a guidare l’Eclair, prendendo probabilmente fonte di coraggio dalla convinzione della loro visione, e cioè che un auto poteva viaggiare su gomme gonfiate ad aria.

Qui inizia il tema vero e proprio, preceduto da degli stacchi ritmici che stanno a sostenere la partenza vera e propria, la melodia un po’ sognante si poggia su un’armonizzazione di tipo minore, per modulare poco dopo, in concomitanza di quegli imprevisti come gli scoppi continui, la benzina nel radiatore, rottura di alcune marce, l’incendio del carburatore, eventi che avranno probabilmente influito sul mantenimento della convinzione generando momenti di incertezza.

Gli stessi imprevisti, come il grosso ritardo accumulato nella gara,  nella mia idea fantasiosa rappresentano la convinzione di questi due piloti-ingegneri che la vittoria non starà nel vincere la gara, ma  dimostrare la strada che verrà perseguita da tutti nel futuro, le gomme ad aria, e questo musicalmente viene descritto con l’ultima parte di tema molto
più rassicurante, armonizzata in maggiore.

Il brano è in 4/4, con un forte impianto ritmico che sostiene ogni passaggio da una sezione all’altra, in una forma A B C, ciascuna di 8 battute, all’interno delle quali vi è l’improvvisazione solistica affidata al sax e al piano, come i due piloti che hanno condiviso l’avventura, accompagnati dalla sezione ritmica che in questo caso funge da motore, ammortizzatori e paraurti: il servosterzo non era ancora stato inventato!

La parte di uscita finale si permette libertà di assolo che in questo caso rappresenta in un certo qual modo una “fuga”, uno scatto di velocità verso qualcosa di imprevisto e non calcolato; di lì ad un paio di anni il record dei 100 km/h sarà superato proprio grazie alla stabilità data al mezzo dai pneumatici brevettati dai Michelin, ovvero ciò che in principio era poco rassicurante pericoloso che diventa sicuro eaffidabile: nessuno al giorno d’oggi si fiderebbe a viaggiare su delle gomme piene.

Per scelta stilistica l’Eclair non vuole essere necessariamente legata a forme musicali che rievochino quel periodo storico, piuttosto usa delle sonorità attuali che ahanno all’interno un sapore retrospettivo in cui il nostro gruppo, per cui il brano è stato scritto, si sente a proprio agio, libero di interpretare e di dare un contributo espressivo a questa avventura ormai divenuta parte della storia.

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