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Angela Bartolo
Il Jazz italiano per le Terre del sisma
Reportage

Angela Bartolo</br>Il Jazz italiano per le Terre del sisma</br>Reportage

20 settembre 2017

Il Jazz italiano per le terre del sisma – appuntamento al 2018.

Di Angela Bartolo

Si è conclusa alla Basilica di Collemaggio, come ormai tradizione, la manifestazione che da tre anni coinvolge centinaia di musicisti, fotografi e addetti di ogni tipo con un unico scopo: supportare la ricostruzione nelle terre del sisma.
La breve storia di questa manifestazione nata da un pensiero umanitario inizia nel 2015 a l’Aquila, a cinque anni dal primo sisma; in una città ancora in macerie la musica coinvolse decine di musicisti, e il popolo del Jazz arrivò, presente e numeroso come sempre.
Nel 2016 mentre tutti erano pronti a partire per ripetere quell’esperienza forte, la terra tremò e il 24 agosto rase al suolo Scheggino, Camerino e Amatrice.
Il Jazz però non si è fermato, e il team con una dedizione encomiabile ha riorganizzato a tempo di record il programma dislocandolo su tutto il territorio nazionale, per non intralciare i soccorsi bloccando le strade.

Quest’anno l’appuntamento si è confermato con 19 concerti tra Scheggino, Camerino e Amatrice ed è proseguito malgrado il maltempo fino ad arrivare a  l’Aquila il 3 settembre con  17 concerti.
Musicisti giovanissimi si sono avvicendati a miti del Jazz, da Beppe Servillo & Solis Quartet  alle 99 cannelle, ai Saint Louis Voice che hanno suonato di fronte alla casa dello studente (diventata tristemente nota al momento del sisma). E ancora, Piazza Duomo con le orchestre di Ascona, Maurizio Rolli, Contemporary Vocal Ensamble; Palazzo Cappa Capelli con Sade Mangiaracina in trio e Tommaso Starace con Michele di Toro.

Tutto si è concluso alla basilica di Collemaggio, dove Enrico Intra, Gegè Telesforo, Dado Moroni, Mario biondi e moltissimi altri si sono ritrovati per chiudere l’evento.
Lo sforzo proseguirà dietro le quinte con la produzione di un libro che conterrà la documentazione del lavoro di tutti attraverso le immagini dei numerosi fotografi che hanno accettato di collaborare al progetto.

Appuntamento a l’Aquila per il 2018, per rivivere l’emozione della solidarietà e per rivedere ancora una volta come “Il Jazz può cambiarci la vita”.

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