Alessandro Galano
Joel Frahm al San Severo Winter Jazz Festival
Reportage

Alessandro Galano<br/>Joel Frahm al San Severo Winter Jazz Festival<br/>Reportage

29 ottobre 2018

In Italia non è tra i più noti, considerato addirittura una stella emergente. Negli States invece, zona Grande Mela, è un punto di riferimento, inserito da tempo a pieno titolo nel solco di una tradizione che lo vede a mezzaria tra linguaggi storici dello strumento: John Coltrane, Chris Potter e Stan Getz su tutti (di quest’ultimo conserva persino qualche vaga somiglianza fisica).

Di Alessandro Galano

È Joel Frahm, il tenorsassofonista che ha inaugurato la nona edizione del “San Severo Winter Jazz Festival”, cominciata venerdì 26 ottobre al Club Mirò del comune dauno e organizzata dal Caffè Tra Le [email protected] Off di Paola Marino insieme con l’Associazione No-Profit “Amici Jazz San Severo”, ancora una volta diretta artisticamente da Antonio Tarantino. Una linea “solo in apparenza dura”, come ha detto in apertura di kermesse il critico musicale Alceste Ayroldi, in riferimento all’assenza di un pianoforte di accompagnamento, armonizzata dalla pronuncia morbida del sassofonista originario del Wisconsin e dal supporto ritmico puntuale degli altri due componenti del trio, il contrabbassista italoamericano Paolo Benedettini e il noto batterista Anthony Pinciotti.

img

Un repertorio essenziale, con qualche inserimento di brani autografi tra tanti standard in scaletta, tutti suonati con rispetto nei confronti della tradizione che li ha originati e degli interpreti che hanno reso quelle note immortali: ‘Round Midnight, capolavoro firmato Theo Monk, è l’esempio cardine di questo modo di intendere la performance live da parte di Frahm, suonata con trasporto autentico, trasmettendo qualità ed emozione all’attento pubblico in sala. A variare poi, tra qualche ballad scolastica e un paio di affondi hard-bop assolutamente esaltanti, alcune incursioni inedite in quello che sarà il prossimo disco del trio, sette brani peraltro registrati appena ventiquattro ore prima proprio in quel di Foggia – “chicca” enunciata dal direttore artistico della rassegna in apertura di concerto. Tra queste, oltre allo “smooth” del bis finale, di fatto differente dal resto del repertorio ma non per questo fuori luogo, a spiccare è stata la bossa-jazz dedicata ad Antonio Carlos Jobim: accurata evocazione di sfumature care al grande maestro brasiliano, suonata con appassionata fedeltà al filone e non priva di una propria marca stilistica.

Infine, un cenno a quella che sarà la ricca e varia rassegna di San Severo, soltanto inaugurata dal Frahm Trio. Già il prossimo 16 novembre, infatti, si ricomincia con “Tony Pancella # Gregory Rivkin 4tet, protagonisti con il loro ultimo lavoro discografico dal titolo “A Certain Attitude”; a seguire, il 14 dicembre, un altro Cd fresco di pubblicazione, quello dei Jazzi It Up Quartet, a chiudere il 2018 e in pieno periodo natalizio. In apertura del nuovo anno, forse la formazione maggiormente in grado di incuriosire il pubblico, considerato che quella polacca sembra essere una scena jazzistica tra le più interessanti del momento: il Przemyslaw Straczek Quartet, guidato dal chitarrista polacco che dà il nome alla band, sarà protagonista il 18 gennaio 2019. Due italiani noti e di qualità, poi, a seguire, rispettivamente il 15 febbraio e il 15 marzo, ciascuno con il proprio trio stabile: Massimo Carafa (attesa divagazione blues) e Vince Abbracciante, giovane maestro dell’accordéon. Infine, il 13 aprile, “Venture”: presentazione del nuovo Cd “Lyfe Cicle” firmato Mark Sherman, Felix Pastorius, Chase Baird e Mike Clark (info: [email protected]).

img

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *