Alessandro Galano
Il tour italiano di Misko
Reportage

Alessandro Galano <br/>Il tour italiano di Misko <br/> Reportage

5 marzo 2019

Alexandr Misko ha vent’anni e viene da Krasnodar, sud della Russia. Suona la chitarra acustica in fingerstyle, si esibisce da solo e ha già realizzato due album. Nel suo repertorio, stando all’ultimo lavoro discografico, “Beyond The Box”, l’unico appiglio col jazz lo dà “Caravan”, il famoso standard di Juan Tizol e Duke Ellington. Quanto basta, in fondo, per parlare di questo enfant prodige già piuttosto noto a est del mondo, dalla Germania alla Polonia, passando per la sua Russia e finendo con la lontana Cina, dove nel 2018 si è esibito davanti a migliaia di appassionati.

Di Alessanndro Galano

In questi giorni, anche il pubblico italiano ha iniziato a conoscere dal vivo la musica di Alexandr Misko, grazie al suo primo tour nel Belpaese organizzato dalla Lizard di Gaetano Scarpiello che, dal 25 febbraio al 4 marzo, lo ha visto esibirsi in alcuni noti music club della penisola – Bologna, Perugia, Bari, Foggia (le foto si riferiscono alla serata di venerdì 1 marzo allo Zapoj Ristopub), Napoli e, infine, Torino.

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Brani autografi, rivisitazioni pop e persino rock “riaddestrate” con la tecnica del fingerpicking, com’è anche nota questa particolare capacità di pizzicare le corde con le dita senza l’ausilio di un plettro, declinata in fingerstyle quando si fuoriesce dall’ambito classico in favore di altri generi musicali. Roba da virtuosi, naturalmente, ma da virtuosi che non dimenticano quel prezioso approdo melodico in grado di coinvolgere e comunicare con il pubblico, a dir poco entusiasta di quanto visto e ascoltato in questi giorni di italian tour. Misko ha la sicurezza del veterano e sostiene i suoi slanci sulla chitarra – abrasa e sverniciata per personalizzarne ancor più il suono – attraverso un costante dialogo con la cassa armonica, utilizzata a mo’ di percussione. A rendere poi tutto più spettacolare è l’utilizzo di una “loop station”, aggeggio arcinoto ma indispensabile per chi, come il giovane chitarrista russo, si esibisce in stile “one man show”, rinunciando al plettro ma non ad una serie di pezzi d’uso quotidiano in grado di conferire originalità ai suoi suoni: in “Pirates Of The Caribbean”, ad esempio, Misko fa la parte di una piccola orchestra registrandosi all’impronta e improvvisando ad arco mediante una bacchetta da sushi – piccolo vezzo per un ragazzo poco più che maggiorenne e che, con ogni probabilità, fra qualche anno si esibirà a teatro, con tanto di fila al botteghino.

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Miglior Chitarrista Acustico 2018 secondo la prestigiosa etichetta Takamine Guitar London, arrangiatore e compositore – i suoi pezzi sfrondano il contesto “ambient” in direzione di contenuti che mischiano musica classica e “fusion” d’impronta nordica –, in verità Misko sul web è una piccola stella: oltre 17milioni di utenti YouTube, infatti, ne hanno già apprezzato le gesta, soprattutto da quando le sue versioni di Billie Jean di Michael Jackson e Careless Whisper di George Michael gli hanno portato qualcosa come 70milioni di click – brani che astutamente il giovane artista non manca mai di eseguire dal vivo, alternandole alle sue idee autografe che, va sottolineato, rappresentano la fetta più ampia del lavoro discografico che porta in giro. 

Ritornando a “Caravan”, infine, è possibile ritrovare tutta la pulizia e la nettezza di un tocco che ben si fonde con una creatività vivace, figlia della sua stessa giovinezza ma che di scontato non ha nulla: l’intro e le ultime note di chiusura del brano, pertanto, vedono Alexandr Misko pizzicare l’accordatura alta della chitarra, producendo una variazione tutt’altro che banale su uno dei brani più suonati di sempre, desacralizzandone il culto a vantaggio di una freschezza che sa tanto di aria nuova. Premesse, queste, che il tempo trasformerà di certo in qualcosa di importante.

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© Jazzit 2019

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