Alessandro Carabelli
Todo Mercedes
Reportage

Alessandro Carabelli <br/> Todo Mercedes <br/> Reportage

1 luglio 2019

Un duo di grande impatto emozionale ha chiuso la Settimana del Tango e della Cultura Argentina

Di Alessandro Carabelli

Presentato da Sabatino Annecchiarico, anima della Settimana Argentina e patrocinato dalla Fundacion Mercedes Sosa di Buenos Aires, il nuovissimo progetto del virtuoso chitarrista varesino Claudio Farinone lo ha visto affiancato al sassofonista pugliese Raffaele Casarano, uno dei maggiori talenti del jazz italiano già noto al grande pubblico per le sue numerose collaborazioni al fianco di artisti del calibro di Paolo Fresu, Buena Vista Social Club, Javier Girotto, Negramaro, Manu Katché e della rock star Sting.

Lo spettacolo, tenutosi presso la sala Montanari di Varese, è stato interamente incentrato su Mercedes Sosa, la più grande cantante argentina e del Sudamerica del ventesimo secolo scomparsa dieci anni or sono e che nel corso della sua lunga carriera ha affiancato interpreti della grandezza di Caetano Veloso, Milton Nascimento, Joan Baez.

Il valore della sua opera ha differenti aspetti e risuona per la capacità di dare voce al popolo con una vocalità straordinaria e per la forza dirompente della sua protesta contro le ingiustizie, pagata dalla stessa Mercedes con l’esilio ai tempi della dittatura militare.

Nell’omaggiare questa straordinaria artista, il duo ha selezionato alcune delle tantissime canzoni che “La Negra”, così veniva soprannominata Sosa, ha portato al successo planetario, riarrangiandole in modo del tutto personale.

L’essenzialità delle melodie struggenti, arricchite da affascinanti e virtuosistici assoli, hanno offerto spunti di grande interesse al folto pubblico accorso. La spontaneità e l’espressività degli interpreti hanno conferito colorazioni inaspettate e freschezza a tutti i brani.

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Nelle due ore di concerto si sono susseguite perle quali Cancion con Todos, Alfonsina y el mar, La maza, Balderrama, Mi unicornio azul, Todo cambia, Gracias a la vida, O que sera.

I due musicisti hanno evocato i suoni della grande artista senza osare mai ad imitarne la voce, reinterpretando, stravolgendo, improvvisando e giocando con lo spirito drammatico ed al contempo giocoso delle musiche da lei interpretate.

Ricca la tavolozza timbrica che è stata offerta attraverso la varietà degli strumenti impiegati. Dalla chitarra baritona a quella a otto corde fino all’uku bass di Farinone, ai sassofoni soprano e contralto oltre che agli effetti elettronici di Casarano.

Il timbro del sassofonista è apparso da subito deciso, la voce dei sui sassofoni calda e graffiante, il fraseggio, di marcata memoria garbarekiana, ha oltrepassato spesso i limiti storico-stilistici mostrando grande personalità, straordinarie idee e sensibilità nell’interpretazione.

Farinone, dal canto suo, ha saputo sia armonizzare alla perfezione le melodie fornendo un solido supporto per le evoluzioni pindariche del sassofonista, sia inerpicarsi in arditi e raffinati fraseggi solistici che hanno mostrato una straordinaria padronanza dello strumento ed una marcata personalità del suono nel quale, sebbene riecheggi l’anima dell’amico e maestro Ralph Towner, riesce comunque spiccatamente a conferirne una chiara e personale connotazione per eleganza, tecnica, profondità e soprattutto anima e tantissime idee.

© Jazzit 2019

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