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Alcheringa<br/>Intervista a Christian Muela

Alcheringa
Intervista a Christian Muela

9 ottobre 2018

I Primitive Field sono un collettivo formato da Ivan Macera alla batteria, Roberto Bellatalla al contrabbasso e Christian Muela al didgeridoo ed elettronica; mercoledì presenteranno il loro nuovo disco, uscito per la Slam; abbiamo intervistato Christian Muela.

Di Eugenio Mirti

Come nasce il vostro ensemble?
Il nostro ensemble nasce principalmente grazie ad una naturale sinergia sperimentata in diversi incontri musicali, anche in contesti non prettamente musicali. Inizialmente il progetto era un duo, ed era caratterizzato principalmente dalla ricerca di suoni naturali attraverso le percussioni, la batteria (Ivan Macera) e il didgeridoo (io). La ricerca nell’ambito dell’improvvisazione radicale ha preso forma inseguito all’incontro con Roberto Bellatalla.

Perchè realizzare un CD nell’era dello streaming?
La musica vola via nell’arie mentre la si suona. Registrata è un quadro, un libro. Rimane ed è memoria. Lo streaming è lo spazio che non puo essere vissuto, mentre un CD assume un ruolo nell’esperienza del quotidiano.

Quando presenterete il disco?
Il disco sarà presentato il prossimo 11 ottobre a Largo Venue (Roma), con un opening a cura di Roseluxx, e durante la sessione live di Primitive Field ci sarà una performance butoh con le performer Alessandra Cristiani e Maddalena Gana.

Qual è il senso dell’improvvisazione radicale nel nostro tempo?
L’improvvisazione è parte della vita di ognuno, solo pochi ne hanno coscienza. L’applicazione cosciente dell’improvvisazione è cosa estremamente rivoluzionaria, poichè ci si sente liberi di creare senza limiti.

Come preparate il suonare insieme?
Ognuno fa il proprio lavoro, poi ci incontriamo. Dal vivo ognuno di noi è lo strumento che vibra di una forza altra, in un rituale, insieme ai presenti iniziamo un viaggi.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?
Ondrej Smeykal, Will Guthrie, Miles Davis, Coltrane, Keith tippet, Elton Dean, Louis Moholo, Donstojevskij, Picasso, Paul Klee e … tutti

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Stiamo lavorando in diverse direzioni, alcune individuali come la ricerca di nuove sonorità a volte anche usando tecnologie, ma seguendo una poetica del suono più attenta alla “voce” che allo strumento, e in gruppo stiamo attivando delle collaborazioni con diversi artisti e performer anche di altre discipline, come suggerisce la presenza delle due danzatrici butoh.

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