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A Kind Of Sound<br/>Intervista a Mimmo Langella

A Kind Of Sound
Intervista a Mimmo Langella

27 ottobre 2018

Si intitola A Kind Of Sound e uscirà lunedì 29 il nuovo album di Mimmo Langella; lo abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

A Kind Of Sound è il titolo del disco: qual è il tuo “kind” di suono?
Non so, è una ricerca continua, il mio è un percorso: togliere per arrivare all’essenza. Cercavo un tipo di suono del trio chitarra, basso e batteria che fosse diverso da quello del power trio hendrixiano e da quello del classico trio jazz. Sicuramente l’aspetto ritmico è centrale nella mia idea di suono. Il groove, la matrice black sono elementi costanti nella mia ricerca, e aggiungerei la genuinità del suono degli strumenti.

Come lavori a composizioni e arrangiamenti?
Sembrerà strano, ma non utilizzo il computer, registro le mie idee con il telefono. Compongo alla chitarra, cerco ciò che si chiama “hook”, il gancio. Nel funk ho bisogno di un riff, di un qualcosa che dia forza al pezzo. Di solito è una linea di basso. Trovato il riff, inserisco i groove di basso e batteria, e infine nasce l’idea melodica. Altre volte parto da una vamp di accordi. Talvolta può succedere che nasca prima la melodia, ma subito sento spontanea la linea di basso e il groove.
Per quanto riguarda l’arrangiamento, abbiamo provato e arrangiato il materiale composto da me in sala prove, abbiamo rodato i brani dal vivo e poi siamo tornati in sala prove per apportare alcune modifiche.

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Come hai scelto i musicisti?
Scott Henderson mi disse: “Mimmo, questa è la parte più difficile!” Per questo mio quarto lavoro in studio ho deciso di cambiare: ho scelto di registrarlo in trio, senza utilizzare alcuna tastiera, ed è stato molto difficile trovare i musicisti adatti al sound che avevo in testa. In particolare, cercavo un bassista che avesse un bel suono vintage, caldo e grosso, amante e conoscitore della musica nera, ma che allo stesso tempo fosse a proprio agio con un’organizzazione di tipo jazzistico del materiale musicale. Il disco è stato registrato essenzialmente in due giorni e mezzo, in due session, una a novembre 2017 e l’altra in un weekend di giugno 2018, con due bassisti differenti: Daniele Sorrentino (Stefano Di Battista, Nicky Nicolai), che ha suonato principalmente il contrabbasso, e Gabriele Lazzarotti (Daniele Silvestri, Niccolò Fabi); alla batteria c’è Pasquale De Paola (Daniele Sepe, Andrea Tofanelli), ormai presenza fissa nei miei album.

Perché le traccia cantata?
Beh, tranne il disco precedente, gli altri album contengono sempre dei brani cantati; amo il soul, il funk, il’R&B e il pop oltre al jazz, e mi piace che ci sia anche un momento più “leggero” all’interno del disco in cui emergono queste mie influenze extra jazzistiche.

L’album alterna mood più minimali (le prime due tracce), altri più soul (il brano cantato), altri più R&B (Inner City Blues); se dovessi trovare un filo comune citerei il groove. Condividi?
Sì, certo! Come ho detto in precedenza, la matrice black, il groove potrebbe essere il filo rosso che lega l’intero album, anche se ci sono due ballad molto delicate come More Soul e Impossible Love; in quest’ultima, mi cimento per la prima volta alla chitarra classica.

Un album nell’era dello streaming: perché?
Non so, non mi sono ancora abituato all’idea di produrre un’opera senza che poi sia tangibile; sarò un nostalgico, ma mi piace ancora ascoltare un disco leggendo nel booklet i musicisti che hanno suonato, dove è stato registrato, chi ha curato l’artwork. Sto invecchiando!

Dove e quando presenterai il disco?
Il disco uscirà in tutti gli store digitali lunedì 29 ottobre, giorno del mio 50mo compleanno! Domenica 25 novembre, assieme a Vittorio Pepe al basso e Pasquale de Paola alla batteria, lo presenteremo dal vivo al Fonclea Pub di Roma.

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